venerdì 20 novembre 2009

STEVE MCCURRY IN MOSTRA A MILANO

Steve McCurry in mostra a MilanoSteve McCurry, uno dei più famosi fotografi al mondo, noto per il ritratto di una ragazza afgana, Sharbat Gula (ritrovata e fotografa 18 anni dopo da un equipe di fotografi), pubblicato sulla copertina del National Geographic Magazine nel giugno del 1985, diventata la più popolare uscita della rivista, è a Milano presso il Palazzo della Ragione. La mostra “Sud - Est”, promossa dal Comune di Milano e curata da Tanja Solci raccoglie circa 200 scatti che raccontano trent’anni di carriera di fotografo e fotoreporter. Sempre alla ricerca dell’immagini più crude e realistiche, Steve McCurry viaggiò nei luoghi dove la guerra è un’abitudine incessante, Afghanistan e Pakista, per raggiungere l’India, il Tibet e la Birmania, quello che si può definire il Sud-Est del mondo.
Un viaggio documentato dalle sue istantanee che trovano particolare collocazione, opera di Peter Bottazzi: gli ingrandimenti, posati su teli trasparenti, si trovano sospesi da terra, le foto invece sono collocate in modo da creare un percorso emozionale tale da fare giungere lo spettatore nei luoghi scelti da McCurry a tu per tu con i soggetti ritratti.
La mostra “Sud - Est” è suddivisa in sei sezioni tematiche. “Portraits”, raccoglie una serie di ritratti che conducono allo spettatore di fronte alla bellezza, all’eleganza ed alla dignità dei soggetti fotografati. “Silence and travel”, è un viaggio attraverso le culture ed il silenzio con persone raccolte in preghiera e scene in cui domina il silenzio. “War”, è una triste appresentazione della guerra e delle sue atrocità in un’atmosfera poetica priva di ogni retorica. “Joy and life” è in netto contrasto con la guerra, dramma dell’uomo che annienta i suoi simili, ed in questa sezione è presentata la speranza che essa possa avere fine tale scempio: scenari di allegria contraddistinti da colori vivaci in cui la voglia di vivere è più forte della meschina esigenza di combattere guerre. “Children”, è un ritratto della fanciullezza lontano dall’ideale di felicità e di serenità. I bambini di Steve McCurry sono la tragica immagine di una parte del nostro mondo: bambini sfruttati fino a renderli soldati. Angeli sì, ma di morte. L’ultima sezione, “Beauty”, è il trionfo della bellezza: tre ritratti di donne, tra i quali spicca Sharbat Gula, la ragazza afgana dagli occhi verdi, uno degli esempi più intensi della fotografia. Il percorso espositivo si conclude in realtà con altre tre sezioni, in una sequenza continua di fotografie che raccontano tre diverse storie: monsoni, AIDS e ritratti.
La mostra “Sud - Est” non ricorda soltanto dei viaggi intrapresi da Steve McCurry, ma anche il nome della sua agenzia italiana, la “Sudest57” che raccoglie fotografi di fama internazionale nel campo del reportage, della pubblicità e della moda.

Info
Sede: Palazzo della Ragione - Piazza dei Mercanti, 1 - Milano
Periodo: 11 novembre 2009 - 31 gennaio 2010
Orari: 9.30-19.30 (tutti i giorni) 9.30-22.30 (giovedì), 14.30-19.30 (lunedì)
Ingresso: €8,00 intero - €6,50 ridotto under 18 ed over 65 - €3,00 ridotto scuole
Tel: 0243353522 (infos e prenotazioni)
Note: la biglietteria chiude un’ora prima

giovedì 19 novembre 2009

CARAVAGGIO E BACON IN MOSTRA A ROMA

Caravaggio-Bacon mostra RomaLa Galleria Borghese (Roma) dal 2 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 celebra Caravaggio e Bacon, due artisti estremi che raccontarono con loro arte lo strazio del vivere con uguale vigore ed inventiva. Curata da Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, e da Michael Peppiatt, biografo di Francis Bacon ed organizzata da MondoMostre, la mostra “Caravaggio-Bacon” offre l’opportunità di vivere la bellezza e la suggestione di due artisti a prima vista così distanti attraverso trenta tele (13 di Caravaggio e 17 di Bacon) provenienti dai più importanti musei del mondo. Un accostamento originale che nasce dalla volontà di celebrare contemporaneamente il quarto centenario della morte di Caravaggio ed primo centenario della nascita di Bacon. Nessuna ricerca incentrata su parallelismi artistici, ma un’intima esplorazione delle immagini cariche di pathos e di mistero che mettono in sintonia i due artisti, divisi da tanti secoli di storia, ma uniti nei ritratti del corpo umano ed, in particolare dei volti, così struggenti e ricchi di tensione emotiva. Caravaggio provocò scandalo a causa di rappresentazione troppo fisica dei suoi santi e delle sue madonne, per l’ostentata nudità di giovani fanciulli e per la crudezza delle mimiche facciali dei suoi personaggi, Bacon impressionò per i suoi corpi privi deformati e dai volti alterati da espressioni indecifrabili ed misteriosi.
Ai sei capolavori di Caravaggio della collezione permanente della Galleria Borghese si aggiungono otto illustri prestiti tra i quali spiccano la “Caduta di Saulo” proveniente da Santa Maria del Popolo a Roma, la “Negazione di Pietro” dal Metropolitan di New York, il “Ritratto di Antonio Martelli e il “Cavaliere di Malta” da Palazzo Pitti. Bacon è invece in mostra con due famosi trittici, “August 1972” della Tate Gallery di Londra e il “Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus” da Oslo, le sue “teste” di papa Innocenzo X di Velazquez, come “Testa VI” dall’Arts Council Collection di Londra ed altre opere.

Info
Sede: Galleria Borghese - Piazzale Scipione Borghese, 5 - Roma
Periodo: 2 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010
Orari: 9.00-21.00 (tutti i giorni) 9.00-19.00 (venerdì e sabato), 13.00-19.00 (lunedì), 25 dicembre e 1 gennaio chiuso
Ingresso: €13,50 intero - €10,25 ridotto* - €7,00 ridotto*
Tel: 0632810 (infos e prenotazioni)
Note: il costo del biglietto della mostra è comprensivo della visita della Galleria Borghese. Prenotazione obbligatoria. Turni di visita di 2 ore per un massimo 360 persone (uscita obbligatoria a fine turno).
* Cittadini dell'Unione Europea tra 18 e 25 anni; insegnanti di ruolo nelle scuole statali
** Cittadini dell'Unione Europea di età inferiore ai 18 anni; cittadini dell'Unione Europea di età superiore ai 65 anni; studenti e docenti dell'Unione Europea delle Facoltà di Architettura, di Lettere (indirizzo Archeologico o Storico-Artistico), di Conservazione dei Beni Culturali e di Scienze della Formazione, mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso; docenti e studenti dell'Unione Europea iscritti alle Accademie di Belle Arti, mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso; membri dell’ICOM; gruppi scolastici dell'Unione Europea (previa prenotazione) con accompagnatore; giornalisti con tesserino dell'ordine; dipendenti MiBAC.

MATRIMONIO ALLE BAHAMAS

Titolo originale: id.
Nazione: Italia
Anno: 2007
Genere: commedia
Durata: 1h32m
Regia: Claudio Risi
Sceneggiatura: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Fotografia: Gianlorenzo Battaglia
Musiche: Riccardo Eberspacher
Cast: Massimo Boldi, Anna Maria Barbera, Biagio Izzo, Lucrezia Piaggio, Enzo Salvi, Valentina Idini, Donald French, Niccolò Senni, Loredana De Nardis, Raffaello Balzo, Lodovica Mairè Rogati, Valentino Campitelli, Victoria Silvstedt, Luigi Petrazzuolo, Araba Dell'Utri

Trama
Valentina Colombo, fresca di laurea in economia, vince una borsa di studio di un anno per l’Università di Miami. Con lei parte suo padre, un milanese che fa il tassista a Roma. Valentina s'innamora di Bob, un compagno universitario italo-americano. Il ragazzo, che ricambia l’amore della ragazza, decide farle conoscere i suoi genitori: il padre Al Di Giacomo, un ricco agente di borsa, e la madre Patricia, una snob interessata soltanto a spendere i soldi del marito. Malgrado le evidenti differenze sociali tra le famiglie, i due decidono di sposarsi. Il luogo del matrimonio sarà un sogno: le Bahamas. Tutta la famiglia Colombo è stata invitata per il matrimonio a carico di Al Di Giacomo.

Recensione
Prendi il film “Il padre della sposa” (1950) di Vincente Minnelli e il suo remake del 1991 Charles Shyer con Steve Martin e Diane Keaton, modificalo rovinando la trama negli aspetti più interessanti, aggiungigli gag al limite del sopportabile, pubblicità neanche nascosta, rutti, tette e volgarità gratuite ed ecco che i cari Vanzina Brothers realizzano “Matrimonio alle Bahamas”. E’ chiaro che chi ha intenzione di vedere un siffatto film sa già cosa lo aspetta, siamo infatti nel classico dei cinepanettoni che ormai esce al cinema anche molti prima di Natale cercando di sfruttare il motto: “se devo perdere contro la concorrenza, meglio eliminarla anticipando l’uscita!”. Ma “Matrimonio alle Bahamas” si inabissa nel insulso, impalpabile e noioso. La sceneggiatura, come già dichiarato, ha tutti gli elementi classici della commedia, copiati senza un briciolo di novità. Le scene non hanno un’unità di insieme, messe lì a caso e spesso senza una conclusione valida. Frammenti di sketch che non divertono, perché biechi e già visti al cinema ed in televisione. Servivano scenari che potessero far breccia nello spettatore, ecco dunque le Bahamas, meta esotica che l’italiano medio sogna per le proprie nozze. La colonna sonora segue questo trend e dunque si pesca tra le hit del momento, quelle che tutti al momento ascoltando e canticchiano. Il regista Carlo Risi sembra rinnegare il padre Dino, autore di capolavori del cinema italiano e sembra anche di aver dimenticato dei lavori con il padre e con registi del calibro di Mario Monicelli. Nel cast troviamo un Boldi ormai ripetitivo nel suo ruolo di medioman geloso e un po’ ottuso. Ridicola la scelta del nome del suo personaggio, Cristoforo Colombo: povero il nostro magnifico scopritore! Nel ruolo della moglie del protagonista, Anna Maria Barbera, una comica ormai sul viale del tramonto, indegnamente prestata al cinema. Nella sua presunzione di successo, sciolina frasi in dialetto impossibile da comprendere. Senza parole l’interpretazione di Enzo Salvi. Victoria Silversted, si sa, era nel film non perché dovesse dire qualcosa, ma semplicemente per far sbavare i più depravati nel vedere le sue tette rifatte. Inutile e sprecato l’intervento dei Fichi d’India, inseriti nel film senza un minimo di logica. Una strana presenza è quella di Araba Dell'Utri, figlia della signora Maria Pia La Malfa, ex-dipendente Fininvest e nipote di Marcello, amico intimo del Cavalier Berlusconi, capo di Fininvest che controlla la Medusa Film, produttrice del film.
Non era difficile immaginare la pochezza di un film come “Matrimonio alle Bahamas”, ma la sua pochezza disarmante è un allarme per il cinema ed, in particolare, per la commedia all’italiana che sembra ormai essere sparita per sempre.

Voto: 10%



mercoledì 18 novembre 2009

IL POTERE E LA GRAZIA. I SANTI PATRONI D’EUROPA

Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’EuropaDall’8 ottobre 2009 fino al 31 gennaio 2010 Palazzo Venezia (Roma) ospita “Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa”, una mostra in cui viene riportata attraverso l’arte la complessa situazione dell’Europa durante la sua cristianizzazione e le storie dei Santi protettori celebrati da diversi Stati europei. Uomini come tanti che grazie alla loro fede in Dio ed alle loro qualità si distinsero in una società tumultosa e ricca di contrasti e di guerre. Un’analisi che evidenzia il legame fra le loro esperienze mistiche e l’ambiente culturale che favorì la loro santità e che l’arte diede loro riconoscenza e memoria. La mostra è suddivisa in dieci sezioni, una delle quali completamente dedicata alla storia dei sei santi proclamati patroni dell’Europa: Benedetto da Norcia, Caterina da Siena, Cirillo e Metodio, Brigida di Svezia e Teresa Benedetta della Croce. L’Europa scelse di istituire il patronato di questi santi, scelti tra i principali artefici della sua cristianizzazione. Proclamati dal culto e dalla fede del popolo, eletti dal potere politico o acclamati da intellettuali ed artisti, questi santi furuno l’immagine della cristianità dell’Europa.
In esposizione oltre 120 opere di famosi artisti come Caravaggio, El Greco, Guercino, Mantegna, Murillo, Tiepolo, Tiziano, van Dyck, Veronese, provenienti da importanti istituzioni museali europee: dipinti maestosi, tavole medioevali, codici miniati e pregiati diademi ricordano le conversioni, le tribolazioni e le guerre che condussero i popoli europei al cristianesimo. La mostra è un’occasione unica non solo per comprendere i difficili passi per la nascita e lo sviluppo dell’Europa cristiana, ma per ammirare opere grandiose come “San Giovanni Battista” di Caravaggio, “San Giacomo vittorioso” di Tiepolo, “San Luigi IX” di El Greco, Martirio di San Pietro di Guercino.
La mostra “Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa” è curata da Don Alessio Geretti e da Claudio Strinati ed è sostenuta dal Governo della Repubblica Italiana, dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa: un progetto prestigioso nato dalla collaborazione tra il Comitato di San Floriano ed il Polo Museale Romano e l’organizzazione di MondoMostre.

NIKI DE SAINT-PHALLE IN MOSTRA A ROMA

Niki de Saint-PhalleNiki de Saint-Phalle, scrittrice, regista e pittrice francese, è in mostra a Roma presso il Museo Fondazione Roma dal 4 novembre 2009 al 17 gennaio 2010. Oltre 100 opere, provenienti principalmente dalla Niki Charitable Art Foundation di San Diego (USA), mostrano il percorso artistico di Niki de Saint-Phalle che nonostante si legò alla pop art abbracciò gran parte della tradizione artistica europea ed americana. Curata da Stefano Cecchetto, la mostra non segue un iter cronologico, analizzando la sua produzione attraverso quattro sezioni tematiche, le “Stanze della memoria”: le origini, Spiritual Path, Nana-Power e Tarot Garden. Nella prima sezione si trovano i primi di lavori dell’artista, in particolare i suoi Tiri, opere in gesso tra sacro e profano che l’artista concludeva colpendole con una carabina in modo da colorarle con le tinte contenute in sacchetti. Le opere della sezione fanno parte della produzione artistica di Niki de Saint-Phalle tra gli anni ’50 e ’60 che si riconducono alle esperienze artistiche di Jean Mirò e Max Ernst: “The zoo with you”, “Four Houses”, “Self-Portrait”, “Rocket” e la serie “Study for King Kong”. La sezione “Spiritual Path” (percorso spirituale) espone il sodalizio con il suo secondo marito, l’artista svizzero Jean Tinguely con opere che trattano diversi argomenti, quali il femminismo, la mitologia, l’ansia personale e sociale. La sezione “Nana-Power” espone le celebri Nanas (fanciulle), sculture che raffigurano donne dalle forme contorte ed esasperate sull’onda del movimento femminista. La donna diventa protagonista assoluta in una netta corrispondenza tra forma e contenuto. Niente del lavoro di Niki è dettato dal caso perché ogni forma, ogni movimento si lega ad un bisogno di comunicare l’universo femminile. Le opere presenti sono: “Nana Assise”, “Gwendolyn”, “Big lady (Black)”, “Nana sur le dauphin” e “Ange Luminaire”. Nella sezione “Tarot Garden” si trova invece l’opera italiana di Niki de Saint-Phalle, ovvero il Giardino dei Tarocchi che l’artista realizzò a Garavicchio, nei pressi di Capalbio (Grosseto), ispirandosi al Parco Güell di Gaudi di Barcellona.
La mostra di Niki de Saint-Phalle offre a tutti i bambini fino a 14 anni l’ingresso gratuito grazie all’impegno della Fondazione Roma e di Arthemisia Group, organizzatori dell’evento.

Info
Sede: Museo Fondazione Roma - Museo del Corso - Via del Corso, 320 - Roma
Periodo: 4 novembre 2009 - 17 gennaio 2010
Orari: 10.00-20.00 (tutti i giorni), lunedì chiuso
Ingresso: €10,00 intero - €8,00 ridotto - gratis bambini sotto i 14 anni
Tel: 066874704 (infos e prenotazioni)
Note: la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura della mostra.

sabato 14 novembre 2009

2012

2012Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2009
Genere: fantasy
Durata: 2h18m
Regia: Roland Emmerich
Sceneggiatura: Roland Emmerich, Harald Kloser
Fotografia: Dean Semler
Musiche:Harald Kloser, Thomas Wanker
Cast: John Cusack, Amanda Peet, Chiwetel Ejiofor, Danny Glover, Thandie Newton, Woody Harrelson, Thomas McCarthy, Oliver Platt, Liam James, Morgan Lily, Beatrice Rosen, Philippe Haussmann, Zlatko Buric, Johann Urb, Jimi Mistry, John Billingsley, Leonard Tenisci


Trama
2012. Secondo il calendario maya il mondo finirà, almeno così come viene inteso adesso. Il professor West scopre grazie agli studi nel sottosuolo di suo collega indiano che a causa di alcune tempeste solari di enorme intensità la crosta terrestre è destinata a mutazioni in grado di generare scenari apocalittici. Jackson Curtis, è uno scrittore che, troppo impegnato nel suo lavoro, ha dimenticato la famiglia, rovinando il suo matrimonio. Nel momento in cui le placche terrestri iniziano a muoversi e le città iniziano a scomparire, distrutte dai terremoti e dagli tsunami, Jackson e la sua famiglia iniziano un terribile viaggio con l’obiettivo di sopravvivere alla fine del mondo.

Recensione
Roland Emmerich deve proprio odiare il mondo se di continuo si diverte a distruggerlo: prima ci prova con una creatura modificata geneticamente, “Godzilla”, poi sono gli alieni a tentare di farci la pelle in “Indipendence day”, più tardi è invece una nuova era glaciale con il film “The day after tomorrow”, adesso invece è un’antica profezia maya a dettare le tristi sorti del genere umano e del pianeta Terra. “2012” è un disaster movie che nasce da alcune teorie secondo le quali il 21 dicembre 2012 il mondo finirà oppure sarà l’inizio di una nuova era, causata da qualche imprecisato evento catastrofico. Tali teorie, chiaramente, non trovano alcun supporto in ambito scientifico anche se i sostenitori convengono che i governi della Terra tengano segrete queste conoscenze per evitare anarchia e catastrofi economiche e sociali. Questa data precisa deriva dalla scelta dei Maya di applicare un calendario non ciclico che, secondo i calcoli, terminerà proprio il 21 dicembre 2012. Il problema di fondo alla base del film “2012” è che pur partendo da un’idea intrigante non la sviluppa minimamente, lasciando alla scienza il compito di spiegare in maniera sbrigativa (e per altro temporalmente sbagliata) che a causa di alcune impressionanti tempeste solari i neutrini scaturiti sono in procinto di generare la rottura in più punti della crosta terrestre. Tale massa bollente tenderebbe ad fuoriuscire dalle profondità della Terra generando terremoti, eruzioni ed tsunami capaci di distruggere il mondo.
“2012” ha sì nella sua natura come obiettivo quello di divertire il pubblico, non offre alcun momento di riflessione (l’argomento poteva darne infiniti), né un particolare scena da ricordare. I dialoghi sono osceni, mielosi e patetici, ed i personaggi stupidi (invece di correre a salvare l’umanità, il protagonista si perde il lungaggini e discorsi inutili). Alcune situazioni sono surreali al punto di far scoppiare qualche grassa risata: passi la scelta del presidente degli Stati Uniti, nella realtà premio Nobel per la pace, di non voler salvarsi e morire con i propri concittadini, ma vedere che il nostro primo ministro, l’attuale Silvio Berlusconi, che invece di scappare a gambe levate sceglie di morire pregando in piazza San Pietro? Come in tutti disaster movie che si “rispettino” i protagonisti sono sempre al limite della morte, ma in “2012” si salvano anche nelle situazioni più disperate, violando le più banali leggi della fisica, e capita spesso durante il film di sapere già come terminerà una scena. Gli effetti speciali, tuttavia ben realizzati, non salvano il film da tanta pochezza. Non bastando la scarsità della sceneggiatura da lui realizzata assieme a Harald Kloser (uno sceneggiatore che poi firma anche le musiche, mah!), Emmerich pecca anche nella regia che risulta pigra e distratta, troppo impegnato forse a crogiolarsi nella spettacolarità e nel sensazionalismo visivo. Il cast non riesce ad elevare il livello del film, dato che i personaggi sono un concentrato penoso e squallido di moralità e di altruismo, tanto da apparire risibili. John Cusack è Jackson, uno scrittore mezzo fallito ed un padre che ha distrutto il suo matrimonio a causa del lavoro e che ha ormai perso la stima del figlio, ma pronto a riconquistarla diventando un eroe del tutto improbabile. Amanda Peet interpreta Kate, ex moglie di Jackson, ovvia e mediocre nel suo personaggio, e fisicamente poco in forma. Danny Glover è penalizzato da un personaggio tanto patriota da apparire stucchevole. Alter ego filmico di Obama, sembra voler dimostrare in “2012” che si è meritato il premio Nobel. Chiwetel Ejiofor sembra non aver afferrato la psicologia del suo personaggio e gli atteggiamenti da assumere. Woody Harrelson viene ridicolizzato in Charlie Frost, un anticomplottista tanto surreale ed allucinato da sembrare uscito dal concerto di Woodstock. Thomas McCarthy è Gordon Silberman, il nuovo compagno di Kate, un chirurgo plastico che sebbene ammetta di aver pilotato piccoli aerei un paio di volte, risulta in grado di pilotare in mezzo a grattacieli e ponti che crollano. Il resto del cast chiude la serie insulsa di personaggi, ma una menzione la merita Leonard Tenisci, un attore (in realtà, una comparsa) scelto ai provini forse perché al posto della foto di Berlusconi era arrivata al casting quella di Fassino: così magro ed alto, come poteva impersonare l’attuale primo ministro italiano?
“2012” è un film che ha poco da salvare, troppo sbrigativo pur durando oltre due ore, e d incentrato esclusivamente sulla volontà di stupire lo spettatore con effetti speciali. Oltre quelli, però, c’è il nulla.

Voto: 37%