Il numero dei viaggi per vacanza, in particolare quelle brevi, sono drasticamente diminuiti nel 2010; in calo anche il numero dei pernottamenti nelle strutture alberghiere. E’ quanto risulta da un sondaggio effettuato dall’Istat sul turismo italiano nel 2010. I viaggi per vacanza (l’87,4% del totale), mostrano una riduzione dell’11,4% dovuta soprattutto alle vacanze brevi (-18,7%), un trend che segue quello del 2009. I soggiorni di vacanza lunga (minimo 4 notti) e i pernottamenti per vacanza lunga, invece, si mantengono in sostanza inalterati. Anche i viaggi per motivi di lavoro (il 12,6% del totale), subiscono la medesima flessione (-18,4%), seguita dal forte calo del numero di pernottamenti (-29%). Nel complesso, nel 2010 si è registrata una diminuzione del numero dei viaggi (-12,4%) e del numero dei pernottamenti (-7,8%).
Nel 2010, il mezzo di trasporto più utilizzato dagli italiani per le vacanze è, ancora una volta, l’automobile, utilizzata nel 67,2% dei casi. Rispetto al 2009, sono stati usati meno l’aereo (-16,2%) e il treno (-28,1%) come principali mezzi di trasporto in occasione di vacanze brevi, nonostante la loro incidenza sul totale delle vacanze brevi resti, in definitiva, identica. Per quanto riguarda l’uso dell’auto, in generale, si registra tuttavia un lieve decremento (da 65,6% a 64%), dovuto a un minor numero sia di vacanze brevi (-19,2%), sia di viaggi di lavoro effettuati in auto (-25,7%). Da segnalare, inoltre, in controtendenza rispetto al 2009, un aumento di vacanze lunghe con l’utilizzo della nave come principale mezzo di trasporto (dal 2,8% al 4,1%).
I dati diffusi dall’Istat sono preoccupanti e sono l’immagine della situazione di crisi del turismo italiano. Ne sono convinti le associazioni dei consumatori e l’opposizione tanto che entrambi chiedono al governo interventi urgenti per reagire alla crisi. Secondo Federconsumatori e Adusbef, il crollo sarebbe dovuto “alla contrazione del potere di acquisto delle famiglie. Una situazione preoccupante, che richiede interventi immediati e urgenti, in assenza dei quali nel 2011 le cose non potranno che peggiorare”. In particolare, le due associazioni di consumatori chiedono di abbassare i prezzi, ancora troppo elevati. “Inoltre, assurda e controproducente è la tassa sul turismo, che non solo peserà sulle tasche dei cittadini che si metteranno in viaggio, ma danneggerà - concludono - l’intero comparto, contribuendo a un ulteriore calo delle presenze e rendendo meno competitivo il turismo italiano agli occhi dei turisti provenienti da altri paesi”.
Per Armando Cirillo, responsabile turismo del PD, “i dati diffusi dall’Istat sul turismo sono un bollettino di guerra e testimoniano le difficoltà di un settore colpito duramente dalla crisi. Dall’indagine - spiega - si comprende la consistenza negativa del fenomeno che colpisce le imprese turistiche, lasciate sole da un governo miope che non ha puntato su questo settore strategico”.
Dello stesso parere anche Deodato Scanderebech, responsabile turismo dell’Udc: "questi dati ci mostrano la fotografia di un Paese che sta gradualmente rinunciando alla vacanza, soprattutto quella di pochi giorni. Altro che tassa di soggiorno; il governo, invece di aumentare le imposte in un settore che oggi versa in piena crisi, sia dia da fare per investire in programmi mirati di sostegno e studi soluzioni concrete di rilancio".
Nel 2010, il mezzo di trasporto più utilizzato dagli italiani per le vacanze è, ancora una volta, l’automobile, utilizzata nel 67,2% dei casi. Rispetto al 2009, sono stati usati meno l’aereo (-16,2%) e il treno (-28,1%) come principali mezzi di trasporto in occasione di vacanze brevi, nonostante la loro incidenza sul totale delle vacanze brevi resti, in definitiva, identica. Per quanto riguarda l’uso dell’auto, in generale, si registra tuttavia un lieve decremento (da 65,6% a 64%), dovuto a un minor numero sia di vacanze brevi (-19,2%), sia di viaggi di lavoro effettuati in auto (-25,7%). Da segnalare, inoltre, in controtendenza rispetto al 2009, un aumento di vacanze lunghe con l’utilizzo della nave come principale mezzo di trasporto (dal 2,8% al 4,1%).
I dati diffusi dall’Istat sono preoccupanti e sono l’immagine della situazione di crisi del turismo italiano. Ne sono convinti le associazioni dei consumatori e l’opposizione tanto che entrambi chiedono al governo interventi urgenti per reagire alla crisi. Secondo Federconsumatori e Adusbef, il crollo sarebbe dovuto “alla contrazione del potere di acquisto delle famiglie. Una situazione preoccupante, che richiede interventi immediati e urgenti, in assenza dei quali nel 2011 le cose non potranno che peggiorare”. In particolare, le due associazioni di consumatori chiedono di abbassare i prezzi, ancora troppo elevati. “Inoltre, assurda e controproducente è la tassa sul turismo, che non solo peserà sulle tasche dei cittadini che si metteranno in viaggio, ma danneggerà - concludono - l’intero comparto, contribuendo a un ulteriore calo delle presenze e rendendo meno competitivo il turismo italiano agli occhi dei turisti provenienti da altri paesi”.
Per Armando Cirillo, responsabile turismo del PD, “i dati diffusi dall’Istat sul turismo sono un bollettino di guerra e testimoniano le difficoltà di un settore colpito duramente dalla crisi. Dall’indagine - spiega - si comprende la consistenza negativa del fenomeno che colpisce le imprese turistiche, lasciate sole da un governo miope che non ha puntato su questo settore strategico”.
Dello stesso parere anche Deodato Scanderebech, responsabile turismo dell’Udc: "questi dati ci mostrano la fotografia di un Paese che sta gradualmente rinunciando alla vacanza, soprattutto quella di pochi giorni. Altro che tassa di soggiorno; il governo, invece di aumentare le imposte in un settore che oggi versa in piena crisi, sia dia da fare per investire in programmi mirati di sostegno e studi soluzioni concrete di rilancio".




















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