venerdì 2 marzo 2012

QUASI AMICI

Quasi amici streaming
Titolo originale: Intouchables
Nazione: Francia
Anno: 2011
Genere: commedia, drammatico
Durata: 1h52m
Regia: Olivier Nakache, Eric Toledano
Sceneggiatura: Olivier Nakache, Eric Toledano
Fotografia: Mathieu Vadepied
Musiche: Ludovico Einaudi
Cast: François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Audrey Fleurot, Clotilde Mollet, Alba Gaia Kraghede Bellugi, Cyril Mendy, Christian Ameri, Gregoire Oestermann, Josephine de Meaux, Dominique Daguier, François Caron Thomas Soliveres, Dorothee Briere, Marie-Laure Descoureaux


Trama
La vita di Driss non si può definire un idillio. E’ appena uscito dal carcere, tira avanti grazie ai sussidi statali e ha un difficile rapporto con la famiglia. Quando si reca ad un colloquio per ricevere soltanto la firma di presenza, in modo da avere nuovamente diritto al sussidio, Philippe, un miliardario tetraplegico, lo sceglie come proprio aiutante personale. Si deve occupare di tutto: spostarlo, lavarlo, vestirlo, nutrirlo e aiutarlo nella fisioterapia. Tuttavia, Driss non riesce proprio ad essere professionale a causa del carattere troppo esuberante e irriverente. In un ambiente borghese fatto di regole e buone maniere, Driss è un concentrato di trivialità che, tuttavia, porta tanta vivacità nella vita di Philippe.

Recensione
Toccante, poetico, divertente, struggente. Queste sono le emozioni che si provano dopo aver visto “Quasi amici”, una delle commedie più autentiche realizzate negli ultimi anni. Bisogna ammetterlo, soltanto in Francia si poteva trattare in modo così equilibrato un tema difficile come la tetraplegia, la paralisi totale del corpo umano, dal collo fino alla punta dei piedi. Olivier Nakache e Eric Toledano sapevano di muoversi in un campo minato rischiando di esplodere nel grossolano o nel patetico. I due riescono nell’impresa incredibile di riuscire ad affascinare chiunque, dal tamarro che adora le battute volgari de “I soliti idioti” all’amante del Cinema che osserva estasiato “The artist”, altro film francese, muto e in bianco e nero, vincitore degli Oscar 2012. Un mix di rozzezza e poesia che mai finora al cinema si erano congiunti in modo così simbiotico.
“Quasi amici” è tratto da una storia vera, quella dell’imprenditore francese tetraplegico, Philippe, discendente dei duchi Pozzo Di Borgo, che ha raccontato nel libro “Le second souffle” (“Il secondo respiro”): la sincera e schietta amicizia con il suo badante Abdel Yasmin Sellou, un giovane di umili origini algerine. La vita di Philippe cambiò in un breve attimo, il 27 giugno 1993, quando fu vittima di un incidente in parapendio. Fino a quel momento era un amante degli sport estremi, sempre alla ricerca di emozioni forti. Divenne un corpo immobile, per il resto della sua vita. Tre anni dopo perse sua moglie precipitando in una profonda depressione, fino a quando Abdel piombò come un tornado nella sua vita. Nakache e Toledano trasferiscono la loro storia dal Marocco nella multietnica Parigi, dove è vivo il contrasto tra l’aristocrazia colta e raffinata, ma presa anche in giro, e il mondo delle banlieu, fatta di immigrati e figli di immigrati, ignoranti e “pragmatici”.
Il clima di “Quasi amici” si condensa nei dialoghi divertenti e graffianti, colti e semplici, del tutto politically incorrect. Dris, il nome che Abdel assume nel film, non mostra alcun rispetto per la malattia, sfornando una serie di battute graffianti (“Sai dove si trova un tetraplegico? Dove lo hai lasciato!”), ma non c’è in esse un briciolo di cattiveria perché nascono da un’anima semplice e priva di freni. E’ proprio la sua irriverenza che piace a Philippe, perché è l’unico a non mostrargli quella pietà spesso superflua, irritante e avvilente (Antoine: “Sta attento, Philippe, questa gente non ha alcuna pietà”. Philippe: “E’ esattemente questo, quello che voglio. Nessuna pietà!”). Dris lo tratta come chiunque altro, passandogli il telefono dimenticando che Philippe non può prenderlo, perché la sua condizione è di totale dipendenza dagli altri. Questo, però, lo fa sentire meno diverso, meno malato. Tra corse in Maserati, spinelli, massaggi asiatici, voli in parapendio, ognuno regalerà all’altro un pezzo della propria vita. François Cluzet e Omar Sy sono entrambi perfetti nel commuovere e divertire. Non è da meno il resto degli attori, ognuno con il suo ruolo, piccolo ma importante per la storia. Audrey Fleurot è Magalie: bella, austera ma sexy, una preda irragiungibile per Driss; Anne Le Ny è Yvonnne: brutta, ma simpatica e fedele; Gregoire Oestermann è Antoine, emblema della schiera di persone che è lì a proteggere Philippe da chissà che cosa.
Ottimo il montaggio, da apprezzare nella divertente scena dei colloqui all’inizio del film. Sensazionale la colonna sonora tra musica classica, amata da Philippe, e hip hop e funky, ascoltata da Dris. Assume un ruolo importante perché è lo specchio di due culture diametralmente opposte che cercano di toccarsi e, non riuscendoci, rimangono nel pieno rispetto reciproco. Ma la vera poesia viene fuori dalle note soavi di Ludovico Einaudi, un compositore che ogni volta che si ascolta in un film, soprattutto se straniero, rende orgogliosi di essere italiani. Da ascoltare e riascoltare all’infinito il meraviglioso brano “Una mattina” presente nei momenti topici del film. La fotografia si mantiene semplice, senza fronzoli: così Parigi appare una città non patinata, una città come le altre, perfetta per passeggiate notturne “per respirare un po’”.
“Quasi amici” è una pellicola meravigliosa, un mix perfetto di risate e lacrime. Temi già noti al cinema come l’amicizia maschile e la malattia si arrichiscono, grazie a Nakache e Toledano, di grazia e poesia.

Voto: 92%


3 Comments:

e said...

...si presenta bene

Anonimo said...

Avevo visto il trailer, mi aveva colpito. Poi per un motivo o per un altro non ho avuto modo di vederlo. Questa tua recensione mi fa venir voglia di andare a vederlo subito. Però, 'sto titolo "Quasi amici" fa venir voglia di strozzare chi lo ha pensato!

keypaxx said...

Un film che ho già "puntato". Spero di avere l'occasione di vederlo perchè deve davvero essere degno del biglietto.
Un caro saluto.