lunedì 11 febbraio 2013

THE LONE RANGER

The Lone Ranger Streaming ITA
Titolo originale:
Nazione: USA
Anno: 2013
Genere: western
Durata: 2h29m
Regia: Gore Verbinski
Sceneggiatura: Eric Aronson, Ted Elliott, Justin Haythe, Terry Rossio
Fotografia: Bojan Bazelli
Musiche: James Haygood
Cast: Johnny Depp, Armie Hammer, Helena Bonham Carter, Ruth Wilson, William Fichtner, Tom Wilkinson, Barry Pepper, James Badge Dale, James Frain, Leon Rippy

Trama
John Reid è un uomo di legge, educato in città e tornato nel vecchio west per consegnare alla giustizia il bandito fuorilegge Butch Cavendish. Durante la spedizione, però, un'imboscata uccide suo fratello, il Texas Ranger Dan Reid, e gli altri uomini della compagnia. John viene salvato da Tonto, un indiano, e da un cavallo bianco. I tre diverranno inseparabili.


mercoledì 6 febbraio 2013

DJANGO UNCHAINED

Django Unchained - Tarantino
Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2012
Genere: western
Durata: 2h45m
Regia: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Fotografia: Robert Richardson
Musiche: Mary Ramos, Quentin Tarantino
Cast: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Kerry Washington, Samuel L. Jackson, Walton Goggins, Dennis Christopher, James Remar, David Steen, Dana Michelle Gourrier, Nichole Galicia, Laura Cayouette, Sammi Rotibi


Trama
Il dottor King Schultz, dentista di origini tedesche diventato cacciatore di taglie è alla caccia dei fratelli Brittle, i criminali più ricercati degli Stati Uniti del Sud. Per farsi aiutare nella missione si fa accompagnare dallo schiavo Django al quale promette la libertà una volta terminata la missione. Django ha, però, un altro obiettivo, trovare e liberare sua moglie Broomhilda, che non vede da tempo perché venduta come schiava.

Recensione
E’ ben noto l’amore di Quentin Tarantino per il cinema italiano, in particolare per gli spaghetti western, i western all’italiana resi celebri in tutto il mondo da registi, tra gli altri, come Sergio Leone, Sergio Corbucci (autore nel 1966 del film “Django”), Sergio Sollima, Tonino Valerii ed Enzo G. Castellari. “Django Unchained” è l’omaggio di Tarantino


domenica 20 febbraio 2011

IL GRINTA

Il Grinta
Titolo originale: True Grit
Nazione: USA
Anno: 2010
Genere: western
Durata: 1h50m
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen
Fotografia: Roger Deakins
Musiche: Carter Burwell
Cast: Jeff Bridges, Hailee Steinfeld, Matt Damon, Josh Brolin, Barry Pepper, Dakin Matthews, Jarlath Conroy, Paul Rae, Domhnall Gleeson, Elizabeth Marvel, Roy Lee Jones, Ed Corbin, Leon Russom, Bruce Green, Candyce Hinkle


Trama
Mattie Ross è una ragazzina di 14 anni molto determinata. Quando Frank, suo padre, viene ucciso a sangue freddo da Tom Chaney, la ragazzina assola lo sceriffo Reuben “Rooster” Cogburn, detto “Il Grinta”, per trovare Chaney e consegnarlo alla giustizia affinché venga impiccato. Cogburn è un tipo in gamba, un ottimo pistolero anche se spesso attaccato alla bottina. Nel frattempo, anche un ranger texano di nome La Boeuf è sulle tracce di Chaney perché su di lui c’è un cospicua taglia in seguito all’omicidio di un senatore. Ognuno spinto da i propri interessi, i tre partono alla ricerca del pericoloso criminale.

Recensione
“Il Grinta” dimostra come fratelli Coen siano due registi poliedrici. Questa volta decidono di riportare al cinema il genere western, un po’ trascurato negli ultimi anni. La sfida non è mica semplice: realizzare il remake del film del 1969 che consentì a John Wayne di vincere l’unico Oscar di una gloriosa carriera cinematografica. Difficile fare un confronto con la pellicola di Henry Hathaway: il contesto politico e sociale ed i mezzi tecnici dopo 40 anni sono del tutto diversi. Di ottima qualità la fotografia di Roger Deakins nonostante i colori lividi  dell’ambientazione invernale. Incredibile la qualità delle immagini realizzate durante le scene notturne, illuminate soltanto dal fuoco dei falò. Fantastica, infine, la scena della corsa verso la casa del medico durante la quale trovano libero sfogo artistico sia Deakins, con l’utilizzo di un blu molto scuro ed intenso, quasi irreale che accentua il mistero della notte e il dramma del momento. La colonna sonora di Carter Burwell, malinconica e drammatica, aggiunge autenticità.
“Il Grinta” non regala mostra una regia misurata e priva di estro creativo, ma l’obiettivo prefissato dai due era di mantenersi fedeltà al romanzo di Charles McColl Portis La struttura narrativa de “Il Grinta” è semplice, senza colpi di scena. Non c'è molto dinamismo: poche sparatorie e tante lunghe chiacchierate attorno al fuoco. “Il Grinta” appare un po’ troppo riflessivo, tanto che, ad esempio, durante il procedere a cavallo nei boschi viene spesso in mente “Dead man” di Jim Jarmusch.
Jeff Bridges non prende come modello John Wayne, evitando così ogni possibile paragone. Il suo “Grinta” sembra il “Drugo” Lebowski invecchiato e ingrassato. Un austero uomo di legge, ma soprattutto un goffo e sudicio ubriacone. Davvero sorprendente la prova di Matt Damon nei panni LaBoeuf, il Texas Ranger. Si nota come si diverta in questo ruolo. Rimandato il giudizio su Josh Brolin , il suo contributo si limita ad un paio di scene. La prova migliore è, tuttavia, quella di Hailee Steinfeld. La ragazzina è suo agio di fronte alla mdp. Hailee ruba la scena mostrando tutta la forza di volontà, il carattere testardo di Mattie, un’adolescente molto più matura della sua età: le sue parole sono più taglienti di un Tomahawk!
In sintesi, “Il Grinta” è un film riuscito grazie alla remissività dei fratelli Coen, capaci di lasciare a casa il loro atteggiamento irriverente ed sarcastico. Era impossibile chiedere loro un capolavoro dato che la loro genialità e creatività erano castrate da una sceneggiatura non originale. Un western classico, forse leggermente troppo chiacchierato. Ma vedere un western al cinema, oggi, è una rarità.

Voto: 81%


domenica 1 luglio 2007

LE TRE SEPOLTURE

Titolo originale: The Three Burials of Melquiades Estrada
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: western
Durata: 2h01m
Regia: Tommy Lee Jones
Sceneggiatura: Guillermo Arriaga
Fotografia: Chris Menges
Musiche: Marco Beltrami
Cast: Tommy Lee Jones, Barry Pepper, Julio Cedillo, January Jones, Dwight Yoakam, Melissa Leo, Levon Helm, Cecilia Suarez, Ignacio Guadalupe, Josh Berry, Vanessa Bauche, Guillermo Arriaga, Rodger Boyce


Trama

Melquiades Estrada, messicano immigrato clandestino, viene trovato privo di vita, in parte sepolto, in avanzato stato di decomposizione dalla polizia locale americana, la quale, senza occuparsi di cercarne l’assassino, decide di dare al corpo una frettolosa sepoltura in una fossa comune. Pete Perkins (Tommy Lee Jones), amico di Melquiades, da quando questi si era presentato tempo addietro al suo ranch in cerca di lavoro, decide di trovare l’assassino ed, una volta trovatolo, obbligherà il responsabile a dissotterrare il corpo e a portarlo, insieme a lui, fino a Jimenez, paesino messicano dove Melquiades chiese a Pete di essere sepolto. Comincia così un viaggio on the road verso una terza, dignitosa, ultima sepoltura.

Recensione
“Le tre sepolture” si divide in due parti nettamente contrapposte: la prima, che mette a fuoco eventi, situazioni e relazioni, prosegue avanti e indietro nel tempo attraverso i diversi punti di vista dei personaggi (tecnica solita dello sceneggiatore Arriaga, fedele compagno del regista messicano Iñarritu). La seconda parte presenta invece continuità narrativa ed ha come inizio il viaggio verso l’espiazione delle colpe del responsabile e della terza sepoltura di Melquiades, la più stravagante, ma senz’altro dettata dal cuore. Tommy Lee Jones, qui non solo interprete, ma anche regista, si avvale della suggestiva fotografia di Chris Menges (colori freddi nella prima parte e caldi nella seconda) facilitata dalle splendide locations nelle quali si svolge “Le tre sepolture” e di musiche d’atmosfera (opera dell’italo-americano Marco Beltrami) realizzando un film con una sceneggiatura solida ed insoltia (premio al festival di Cannes), con sequenze davvero meravigliose (da ricordare quella dell’incontro con il vecchio cieco) e grande capacità di caratterizzazione dei personaggi, grazie anche ad una superba interpretazione di Barry Pepper. “Le tre sepolture” si configura nel genere western ed anche se risulta atipico e moderno sono tanti i riferimenti ai classici del passato. Le tre sepolture” è una chiara denuncia della violenza della polizia di frontiera nei confronti dei messicani che tentano di entrare clandestinamente in America.

Voto: 66%