Ci sono posti in Italia talmente incantevoli, ma in ugual modo poco conosciuti, da farli ritenere come angoli di paradiso lontani dalla realtà. Uno di questi, è Rocca Calascio (L’Aquila), dove si trova il castello più alto d’Italia.
Il castello di Rocca Calascio è stato costruito intorno all’anno 1000 ed inizialmente era formato soltanto di una torre quadrata, mentre quelle successive risalgono al XV secolo, quando i Piccolomini vollero fortificarlo dal punto di vista difensivo. Utilizzato esclusivamente come rocca militare, il castello si trova in una situazione ambientale benevola dal punto di vista difensivo avendo un panorama che si protrae per chilometri.
Oggi il castello mostra una pianta quadrata con torrioni circolari d’angolo.
Il ruolo strategico, esercitato originariamente dalla torre quadrata centrale, venne potenziato intorno alla seconda metà del Quattrocento, quando la fortificazione passò dalla Baronia di Carapelle al dominio dei Piccolomini, che rafforzarono il presidio aggiungendo le quattro poderose torri cilindriche.
Un paesaggio straordinario, con un emozionante panorama del Gran Sasso. Giustamente scelto come location di molti film, tra i quali “Ladyhawk”, di Richard Donner con Rutger Hauer, Matthew Broderick e Michelle Pfeiffer, è costruito in pietra calcarea bianca sembra fondersi con le rocce della montagna creando un’unica entità.
In parte ricostruito in cartapesta e legno per questioni cinematografiche (dettaglio difficilmente distinguibile), con cinta muraria di forma quadrata, agli angoli quattro torri cilindriche. Il percorso per raggiungere il castello è piuttosto faticoso ma si viene ripagati all’istante da qualcosa di inaspettato. Il silenzio che domina il luogo rende l’atmosfera magica. Passeggiare tra le mura risveglia una sensazione di serenità difficile da provare altrove. E’ un luogo ove sembra che il tempo si sia fermato. Un oasi di serenità. Non c’è altro nei dintorni, ma è quanto basta.
La Rocca è collegata al borgo sottostante da un ponte in legno. Nel 1703 un tragico terremoto danneggiò il castello ed il borgo: furono ricostruite alcune case nella parte inferiore e molti abitanti scelsero di trasferirsi nel paese di Calascio.
La parte alta è ormai disabitata dagli ultimi anni ‘50, anche se recentemente qualche casa è stata ristrutturata e in una di queste si trova un rifugio che fa anche da ristorante ed albergo..
Lungo la strada che parte dal borgo ed arriva al castello, si erge una piccola chiesetta a pianta ottagonale: l’oratorio di Santa Maria della pietà.
La chiesa fu costruita, secondo quanto narra la tradizione, sul luogo dove la popolazione locale sconfisse una temibile banda di briganti.
Il castello di Rocca Calascio è stato costruito intorno all’anno 1000 ed inizialmente era formato soltanto di una torre quadrata, mentre quelle successive risalgono al XV secolo, quando i Piccolomini vollero fortificarlo dal punto di vista difensivo. Utilizzato esclusivamente come rocca militare, il castello si trova in una situazione ambientale benevola dal punto di vista difensivo avendo un panorama che si protrae per chilometri.
Oggi il castello mostra una pianta quadrata con torrioni circolari d’angolo.
Il ruolo strategico, esercitato originariamente dalla torre quadrata centrale, venne potenziato intorno alla seconda metà del Quattrocento, quando la fortificazione passò dalla Baronia di Carapelle al dominio dei Piccolomini, che rafforzarono il presidio aggiungendo le quattro poderose torri cilindriche.

Un paesaggio straordinario, con un emozionante panorama del Gran Sasso. Giustamente scelto come location di molti film, tra i quali “Ladyhawk”, di Richard Donner con Rutger Hauer, Matthew Broderick e Michelle Pfeiffer, è costruito in pietra calcarea bianca sembra fondersi con le rocce della montagna creando un’unica entità.
In parte ricostruito in cartapesta e legno per questioni cinematografiche (dettaglio difficilmente distinguibile), con cinta muraria di forma quadrata, agli angoli quattro torri cilindriche. Il percorso per raggiungere il castello è piuttosto faticoso ma si viene ripagati all’istante da qualcosa di inaspettato. Il silenzio che domina il luogo rende l’atmosfera magica. Passeggiare tra le mura risveglia una sensazione di serenità difficile da provare altrove. E’ un luogo ove sembra che il tempo si sia fermato. Un oasi di serenità. Non c’è altro nei dintorni, ma è quanto basta.

La Rocca è collegata al borgo sottostante da un ponte in legno. Nel 1703 un tragico terremoto danneggiò il castello ed il borgo: furono ricostruite alcune case nella parte inferiore e molti abitanti scelsero di trasferirsi nel paese di Calascio.
La parte alta è ormai disabitata dagli ultimi anni ‘50, anche se recentemente qualche casa è stata ristrutturata e in una di queste si trova un rifugio che fa anche da ristorante ed albergo..
Lungo la strada che parte dal borgo ed arriva al castello, si erge una piccola chiesetta a pianta ottagonale: l’oratorio di Santa Maria della pietà.
La chiesa fu costruita, secondo quanto narra la tradizione, sul luogo dove la popolazione locale sconfisse una temibile banda di briganti.




















