lunedì 4 giugno 2007

IL GRANDE CAPO

Titolo originale: Direktøren for det hele
Nazione: Danimarca
Anno: 2006
Genere: commedia
Durata: 1h39m
Regia: Lars von Trier
Sceneggiatura: Lars von Trier
Fotografia: Claus Rosenløv Jensen
Musiche: Peter Albrechtsen
Cast: Jens Albinus, Peter Gantzler, Fridrik Thor Fridiksson, Henrik Prip, Iben Hjejle, Mia Lyhne, Louise Mieritz, Henrick Prip, Casper Christensen, Sofie Gråbøl, Jean-Marc Barr, Anders Hove


Trama
Una società di informatica danese sta per essere venduta agli islandesi. Il suo proprietario non ha mai voluto svelare la sua identità fingendosi semplice dipendente e portavoce di un fittizio presidente chiamato il “Grande Capo”. Ma quando l’acquirente islandese vuole assolutamente trattare con il presidente della società viene ingaggiato un attore disoccupato che dovrebbe limitarsi alla firma del contratto. Ma le cose vanno per le lunghe e il “Grande Capo” deve relazionarsi con i suoi dipendenti.

Recensione
“Il grande capo” rappresenta una pausa del regista danese Lars Von Trier durante la sua trilogia incentrata sull’America (“Dogville”, “Maderlay” e “Washington”). Von Trier si dedica dunque ad una commedia che, come egli stesso avverte all’inizio del film, vuole essere innocua, senza nessuno analisi o approfondimento di aspetti della vita quotidiana. “Il grande capo” non presenta infatti nessuna regola ferrea stile “Dogma”, nessun rigetto verso la tecnologia (sono passati anni da quando secondo manifesto “Dogma” il regista era obbligato a girare con la telecamera a spalla, privo di ogni sostegno). In realtà è proprio la tecnologia ad essere, sul piano tecnico, pura protagonista: secondo il sistema da lui brevettato chiamato “Automavision”, è un computer che effettua inquadrature, panoramiche e zoom. Così osserviamo teste tagliate, prospettive inconsuete, attori troppo in primo piano o persino fuori scena. Scelta sagace? Mah, se si può concordare sull’aspetto originale e sulla continua voglia di Von Trier di regalare qualcosa di nuovo, bisogna però affermare che tutte queste novità sembrano dettate da un formalismo studiato a tavolino. A volte la ricerca di una “forma” originale può essere sintomo di assenza di “contenuti”. Se poi i contenuti da lui proposti rappresentano il teatro dell’assurdo, la commedia della vita, il personaggio in cerca d’autore, la ricerca dell’affermazione e della considerazione degli altri, questo c’è ed è apprezzabile, ma il regista di distrae troppo nello svilupparle dimenticandosi della trama e così “Il grande capo” avanza prevedibile in ogni suo aspetto concludendosi con un banale ed insignificante finale.

Voto: 52%


26 Comments:

Anonimo said...

Amos Gitai????WOW qualcuno che scelga per link il nome di un cineasta israeliano? Che bello!

Anonimo said...

vedo che ti interessi di cinema, grazie del passaggio :)

Anonimo said...

Ciao amica, la commedia non è il mio genere e non andrò a vedere questo film, il fatto poi che ci sia uno stupido finale non mi fa rompere gli indugi in tal senso.
Ah, avevo dimenticato di dirti che uno dei miei scrittori preferiti è Jack London; amo il tragico Elder e ne ricordo ancora l'impatto, l'emozione e il pianto(!)quando all'età di 13 anni l'ho letto per la prima volta...un caro saluto;-)Nè

Anonimo said...

già ma quanto è difficile.

Anonimo said...

.. grazie.. davvero, grazie.

valeria

Anonimo said...

ciao...il mare che ti e' pèiaciuto tanto e' in sardegna..sulla costa orientale..
Ti consiglio di visitarla..

giraffa.c said...

Lars von Trier. Bene parliamone..quando ho visto "Le onde del destino" (che ho apprezzato, nonostante la storia terribile) ho pensato che fosse geniale ed originale. Poi, qualcuno, che ancora me la deve pagare, mi ha portato al cinema per vedere Dogville (osannato dalla critica) e lì, trattenendo le imprecazioni in italiano, sardo e aramaico, ho capito che ci aveva allegramente preso per i fondelli! Altro che genio, altro che sperimentatore..un sadico che costringe il pubblico a gridare vendetta! Ma, essendo giraffa, e non esperta, il mio giudizio non ha un gran valore:-) complimenti per la scelta del nick, per un attimo ho creduto che Amos fosse passato in pitz'e cuddu monti..:-DD

Anonimo said...

Grazie della visita e degli Auguri!

Anonimo said...

io lo volevo vedere... da quando lo pubblicizzavano su The Office, grandissima serie !
nn so, se mi dici grossomodo dove stai io ho il listone con le librerie ke l'hanno ordinato, posso dirtelo io. d solito cmq lo puoi trovare da giunti feltrinelli e forse mondadori, d sicuro lo si può ordinare.
cmq grazie x i complimenti, un salutissimo
luana modini

Anonimo said...

Ehilà, amosgitai, nella tua home page vedo ben due film che ho recensito alla mia maniera, cioè nei commenti.
Non ho visto questo di Lars von Trier, ma non è un regista che amo.
Non ho letto i tuoi articoli, ma dando uno sguardo ai voti sono abbastanza d'accordo, anche se non capisco i motivi della stroncatura di Nicolas Cage, attore che in genere fa film non deludenti (ma non ho visto quello di cui parli).

Sergio said...

Ho letto il tuo commento a Margot e quindi ti ripeto ciò che ho detto a lei: vedo con piacere che sei una appassionato di cinema. Se ti fa piacere puoi contattare un'altra appassionata: Blu Rose, che talvolta si sente di serie B perchè è un argomento che non a tutti interessa. In genere preferiscono parlare soprattutto di gatti. Dopodomani Rose sarà all'ospedale per un intervento chirurgico, ma al suo ritorno penso che sarà ben felice di incontrare un'anima gemella. Se la cosa può interessarti il suo IP è il seguente: http://latigreinagguatoeildragonascosto.blogspot.com/

saluti cari

Anonimo said...

.....se lo dici tu !!!!
sicura ?
...un sorriso Monello

danDapit said...

Ciao!
Sei passato da me, io passo da te!
...e...veramente a me è piaciuto "Il Grande Capo"! Mi ha fatta sorridere, anche nel finale!
Trovo che -in fondo- riporti esattamente l'essere umano, senza idealismi sul "come ci si dovrebbe comportare", esattamente come nella vita spesso succede...
Il protagonista non è infine coerente a se stesso? Fino in fondo!
Certo, se cerchiamo dei messaggi sui valori della vita...possiamo trovare solo un film che riprende la vita! Anche con le inquadrature parziali che i nostri occhi captano...o che preferiscono vedere!
(in questo mi viene in mente la bella dell'Ufficio, determinata nella certezza che lui pretendesse sesso da lei! "Tanto lo so che è questo che vuoi!"...)
^___^ eh eh!!

Alberto said...

Grazie per il tuo rispettoso silenzio nel passaggio sul mio blog: se vorrai tornare, sarai sempre il benvenuto. :-)

Interessante anche il tuo blog, complimenti!

Un abbraccio cinefilo :-)

domenico said...

ah che bello scroprire nuovi amanti del cinema
questo film mi manca, ma lo vedrò, io amo lars (anche se è sostanzialmente un uomo cattivo e programmaticamente provocatorio è uno dei miei preferiti)
dome

Anonimo said...

Interessanti e curate le schede: cimentarsi in recensioni intelligenti non è mai uno scherzo. L'unico neo, se mi posso permettere, è il "voto", che per quanto soggettivo diventa l'ennesima misura, classifica, merito. Ma lo dico da non competitivo, che fatica a trasformare un'opera in numeri.
Comunque complimenti.

ISOLE-GRECHE.com said...

X mullah nasrudin:
Hai ragione, il voto sintetizza troppo quanto considerato per un film e peggio ancora, come affermi, metterebbe in competizione film che non hanno nessuna confrontabilità.
E' l'unico gioco effimero che mi consento: chi non va in profondità leggendo i miei commenti si accontenterà di questo, gli altri neanche lo noteranno.
Grazie per i complimenti, ancor più grazie per l'appunto e spero tu possa tornare presto sul blog.

Anonimo said...

x Dome... proprio perché è un uomo cattivo è da preferire! :D

Cmq a me questo film è piaciuto... e non sono sicura che veramente Lars non volesse offrire spunti di riflessione... Ho goduto molto per come ha disegnato una personalità nel mascheramentio dell'identità.

E comunque alcune regole continua a seguirle - come qualcuno mi ha fatto notare, occhio agli orologi! ;)

Anonimo said...

5 a IL GRANDE CAPO?
Ma stiamo scherzando?

ISOLE-GRECHE.com said...

X sarak
Opinione personale, non stavo scherzando: probabilmente Lars incomincia sempre più ad irritarmi. Presunzione... spero non mia!

Anonimo said...

Sì capisco che molti si sono stufati di Lars, ma ha sfornato un film molto intelligente che, almeno obiettivamente, non può essere insufficiente.
Potrebbe avere voti dal 6 all'8

ISOLE-GRECHE.com said...

Sarà che in passato mi aveva abituato a genialità di altro spessore (vedi "Dogville") o a rigorosità medioevali (vedi "Festen")... forse mi aspettavo di più da lui... o forse lui si aspettava qualcosa di più da me... inzuppando il film di sottigliezze che non ho colto... o che forse non ho voluto cogliere.

Annachiara said...

E comunque anche Lars si è rassegato ad abiurare il dogma.
Vorrà forse dirci qualcosa? ;-)

Anonimo said...

Leggi qui quello che penso io di questo film.
http://smeerch.splinder.com/post/10544069/Il+grande+capo

Valentina said...

ciao e grazie per il tuo commento nel mio blog..proprio su questo film, vai all'altro mio blog: http//valentina-cine.blogspot.com cercalo nei post precedenti..io gli darei 9..buona giornata da Cinemagora (vorresti entrare a far parte dei miei blog amici?-fammi sapere)

Anonimo said...

Non amo Lars Von Trien, ma ne riconosco l'originalità...Come per il caro amico Amos Gitai anche a me inizia a dare ai nervi, ma devo ammettere che questo film è il meno irritante che ho visto, dei suoi.
Non la definirei una commedia,perchè non vedo tracce di divertimento, anzi, i temi sono sempre spietati e quelle rare volte che ti viene da ridere spunta un ghigno amaro più che un sorriso...Gli stacchi e le inquadrature tendenti all'amatoriale, il fatto di farsi vedere con la camera riflesso nello specchio, la mancanza totale di musica....questo si che è crudo, essenziale ai minimi termini, ma almeno gli dona una caratteristica: la sincerità dei contenuti.
Su questo, non mi sento di aver nulla da ridire...