martedì 7 febbraio 2012

CHARLES DICKENS

Charles Dickens
Charles John Huffman Dickens è uno degli scrittori più celebri della storia della letteratura mondiale, autore di capolavori indimenticabili come “Canto di Natale”, “David Copperfield” e “Le avventure di Oliver Twist”. Nacque il 7 febbraio 1812 in Inghilterra, nei pressi di Portsmouth. Il padre John era impiegato della Marina Britannica e la madre Elizabeth Barrow. I primi anni della sua vita li visse in case diverse seguendo la i trasferimenti del padre che nel 1824 fu arrestato per debiti riuscendo a uscire, dopo qualche mese, grazie ad una piccola eredità. In quei mesi Charles Dickens, appena dodicenne, fece umilissimi lavori come tanti ragazzini dell’epoca in un periodo in cui lo sfruttamento minorile era una pratica comune e tollerata.
Era già un lettore insaziabile e quelle dure esperienze gli rimasero impresse per tutta la vita diventando una materia molto importante per le sue opere letterarie. Nel 1825 Charles riprese gli studi frequentando la Wellington Academy di Hampstead Road anche se dopo due anni dovette abbandonarla, sempre per problemi economici familiari. Inizia a lavorare come fattorino presso uno studio legale e, l’anno dopo, diventa cronista parlamentare, fino a ottenere, nel 1829, l’incarico di giornalista presso la Law Courts dei Doctors in società col cugino Thomas Charlton.
Un altro duro colpo che segnò il carattere di Charles Dickens fu l’amore con la figlia di un funzionario di banca che lo lasciò dopo tre anni di fidanzamento a causa del differente ceto sociale. Nel 1835 conosce Catherine Hogarth, che sposa dopo un anno. Si legò molto alle sorelle della moglie: Mary che morì a soli 16 anni, procurandoci un tale dolore da gettarlo in una forte crisi psicologica; Georgina che gli rimase vicino anche dopo la separazione con Catherine accettando anche il suo nuovo amore, Ellen Ternan. Molti dei personaggi dei racconti di Dickens hanno caratteristiche molto simili alle sue cognate.
Nel 1837 ottenne i primi grandi successi: con i fascicoli a puntate di “Oliver Twist” e “Quaderni di Pickwick” che divennero due tra i romanzi più celebri di Dickens e dell’intera letteratura mondiale . La sua fama si diffuse sia in Europa che in America e nel 1842 effettuò un lungo viaggio negli Stati Uniti, dove tra l’altro si interesserà del sistema carcerario. Nel luglio 1844 giunse in Italia rimanendo a Genova con tutta la sua famiglia per oltre un anno. Nel 1846 si trattiene in Svizzera e in Francia e anche studiando anche qui le strutture carcerarie com’erano strutturate e quali fossero i loro scopi reali. E nel 1855 che conobbe Ellen Ternan, un donna che amò tanto da lasciare la sua famiglia.
Nel 1867 Dickens si reca di nuovo in America ma a dicembre di quell’anno si ammalò gravemente, per non riprendersi mai più. Infatti, nel 1869 cominciò a scrivere la sua ultima opera, “Il mistero di Edwin Drood”, che rimase incompiuta. Il 9 giugno 1870 ormai debilitato muore a causa di un’emorragia cerebrale.
Charle Dickens fu considerato il fondatore del romanzo sociale dell’800. Le sue storie raccontavano, infatti, la vita dei ceti sociali più deboli denunciando episodi di prevaricazione e pregiudizio. Le sue descrizioni di ambienti, circostanze e personaggi sono un quadro essenziale per comprendere la società inglese del suo periodo.

Corto animato sulla vita di Charles Dickens



lunedì 6 febbraio 2012

FRANÇOIS TRUFFAUT

François Truffaut
Google celebra oggi l’80esimo anniversario della nascita di François Truffaut, uno dei più importanti registi francesi del XX secolo, appartenente alla corrente cinematografica della Nouvelle Vague che lo stesso regista aprì con il suo capolavoro “I 400 colpi”. François Truffaut nacque il 6 febbraio 1932 a Parigi da Jeanine de Montferrand, una ragazza di appena diciotto anni. Suo padre fu Roland Truffaut, un architetto-decoratore lo riconobbe come figlio. Truffaut seppe la verità quando aveva tredici anni ma conobbe l’identità del padre biologico soltanto nel 1968, quando per girare il film “Baci rubati” ingaggiò un detective al quale affidò anche il compito di ritrovargli il padre. Così venne a sapere che si trattava di un dentista ebreo, ma nel rispetto del padre Roland decise che non ci sarebbe stato più il tempo di ricreare un rapporto.
La filmografia di Truffaut è piena di grandi capolavori. Tra i tanti si possono citare “Jules e Jim”, “L’amore a vent’anni”, “Fahrenheit 451”, “Effetto notte” e “Adèle H., una storia d'amore”. Il suo ultimo film, uscito nel 1983, fu “Finalmente domenica!”, che fu anche una dichiarazione d’amore a Fanny Ardant, la sua ultima compagna,
Da giovane fu giornalista per la rivista “Cahiers du Cinéma”. Fu un acceso critico nei confronti del cinema francese classico del quale salvava Renoir, Becker e Cocteau e pochi altri. Nel suo cinema François Truffaut esplorava le relazioni umane e sentimentali, ponendo l’attenzione sulle persone comuni. Non mancava nelle sue storie d’amore una componente thrilling che appassionava il suo pubblico.


Filmografia François Truffaut

1954 - Une visite (Cortometraggio)
1957 - L’età difficile (Cortometraggio)
1958 - Une histoire d’eau (Cortometraggio), diretto con Jean-Luc Godard
1959 - I quattrocento colpi
1960 - Tirate sul pianista
1961 - Jules e Jim
1962 - L’amore a vent’anni (Episodio Antoine e Colette)
1964 - La calda amante
1966 - Fahrenheit 451
1967 - La sposa in nero
1968 - Baci rubati
1969 - La mia droga si chiama Julie
1969 - Il ragazzo selvaggio
1970 - Non drammatizziamo... è solo questione di corna
1971 - Le due inglesi
1972 - Mica scema la ragazza!
1973 - Effetto notte
1975 - Adèle H., una storia d’amore
1976 - Gli anni in tasca
1977 - L’uomo che amava le donne
1978 - La camera verde
1979 - L’amore fugge
1980 - L’ultimo metrò
1981 - La signora della porta accanto
1983 - Finalmente domenica!


venerdì 20 gennaio 2012

FEDERICO FELLINI

Federico Fellini
Federico Fellini è riconosciuto in tutto il mondo uno migliori registi e sceneggiatori della storia del cinema, Oscar alla carriera nel 1993, dopo aver vinto quattro premi Oscar per il miglior film straniero: “La strada” nel 1957, “Le notti di Cabiria” nel 1958, “8 ½” nel 1964 e “Amarcord” nel 1975. Altre statuette sono state vinte dai suoi film in diverse categorie.
Federico Fellini nasce a Rimini il 20 gennaio 1920, figlio di Ida Barbiani, romana, e di Urbano, originario di Gambettola, piccolo comune della provincia di Forlì-Cesena. Inizia il rapporto con il cinema quando era al liceo. Per entrare gratis nel cinema Fulgor, situato in Corso d’Augusto 162, Rimini, il gestore gli commissionava le caricature dei divi del cinema. Divento un lavoro nel 1938 quando inizio a collaborare con la “Domenica del Corriere” e con il settimanale di Firenze “420”. Con la scusa di frequentare la facoltà di giurisprudenza, Fellini si trasferisce a Roma dove entra nella redazione del “Marc’Aurelio”, un periodico di satira. Scrive monologhi per Aldo Fabrizi e collabora alle trasmissioni di varietà della radio dove conosce la giovane attrice Giulietta Masina, che sposerà il 30 ottobre 1943. La coppia avrà soltanto soltanto un figlio, morto dopo soltanto un mese di vita. Federico Fellini si impone presto come sceneggiatore. Lavora a “Roma città aperta” e “Paisà” stringendo una produttiva amicizia con Roberto Rossellini. Inizia a collaborare con il commediografo Tullio Pinelli, formando una coppia inossidabile, richiesta da moltissimi registi.
La prima regia di Federico Fellini è datata 1950, quando Alberto Lattuada lo vuole assieme a lui in regia. E’ il film “Luci del varietà” che i due si autoproducono e che li sommerge di debiti. Anche il suo primo film diretto da solo, “Lo sceicco bianco” segue la stessa sorte. Per fortuna, Fellini non demorde e nel 1953 ottiene un grande successo con “I vitelloni”, Leone d’argento a Venezia. Seguono un gran numero di film che hanno permesso al cinema italiano di imporsi nel mondo.
Federico Fellini rimane ancora oggi uno dei registi ad aver vinto più Oscar. L’ultimo, alla carriera, nel 1993 fu la ciliegina sulla torta di una carriera cinematografica unica e irripetibile. Così poté spegnersi pochi mesi dopo, a Roma, il 31 ottobre.

Federico Fellini riceve l’Oscar alla carriera


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sabato 3 dicembre 2011

NINO ROTA

Nino Rota
Google festeggia oggi, 3 dicembre 2011, con un nuovo doodle, il centenario della nascita di Nino Rota, musicista italiano e uno dei più prolifici compositori di musiche per il cinema. Nino Rota ha musicato circa 140 film, colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale alternando stili e generi diversi. Nato a Milano da una famiglia di musicisti, fu la madre, la pianista Ernesta Rinaldi, a insegnargli il pianoforte in tenerissima età tanto che già a otto anni inizia a comporre musica. Nel 1933 scrive il suo primo accompagnamento musicale del film “Treno popolare” diretto da Raffaello Matarazzo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Nino Rota diventa uno dei più richiesti compositori per il cinema realizzando le musiche di film di importanti registi italiani. Sue le musiche, ad esempio, di molti importanti film come “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, “Totò al giro d’Italia” di Mario Mattoli, “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, “Guerra e pace” di King Vidor, “Fantasmi a Roma” Antonio Pietrangeli, “Il padrino” e “Il padrino - Parte II” di Francis Ford Coppola. Fu, però, Federico Fellini il regista con il quale ebbe un’assidua collaborazione realizzando le musiche di gran parte dei suo film, compresi i capolavori “La dolce vita” e “8½”. Nel 1977 Nino Rota vince il David di Donatello per il miglior musicista per il film Il Casanova di Federico Fellini.
Nel 1979 Nino Rota muore poco dopo la fine delle registrazioni della sua ultima colonna sonora per Fellini, “Prova d’orchestra”.


sabato 19 febbraio 2011

CONSTANTIN BRANCUSI

Brancusi
Constantin Brancusi è universalmente considerato come il più grande scultore rumeno. Nato a Hobitza il 19 febbraio 1876, Brancusi inizia la sua formazione presso la Scuola d’Arte e Mestieri di Craiova ed, in seguito, presso l’Accademia di Belle Arti di Bucarest. Terminati gli studi, lavora per qualche anno a Vienna e Monaco. Nel 1904 Brancusi si trasferisce a Parigi. L’anno successivo si iscrive all’École des Beaux-Arts dove fa la conoscenza dello scultore Mercié. Nel 1906 espone al Salon de la Société nationale des Beaux Arts e al Salon d’Automne. Conosce Auguste Rodin che lo prende, per un breve periodo, come praticante nel suo atelier.
Tra il 1907 e il 1908 realizza “Il bacio”, una delle sue prime opere più rappresentative. L’attività artistica di Brancusi riguardò soprattutto la scultura rivolta ad una semplificazione delle forme che lo porterà, negli anni successivi, a convogliare i suoi interessi verso i suoi temi preferiti: Teste, Maiastre, Uccelli nello spazio, Pesci. Lavorò con forme solide elementari: l’uovo, la sfera, il cubo, i solidi trapezoidali. Sperimenta l’interazione di queste forme con vari tipi di materiali, grezzi e lucidati: legno, bronzo, pietra, marmo.
La critica ha avuto sempre difficoltà a collocare la figura di Brancusi in un movimento ben determinato. Viene collocato nella cosiddetta “École de Paris”. In realtà, fu sempre indifferente nei confronti dei grandi movimenti d’avanguardia effettuando ricerche artistiche personali.
Intorno al 1908 Brancusi conosce Amedeo Modigliani, Henri Matisse, Henri Rousseau e Fernand Léger. Due anni dopo diventa amico di Duchamp, che si occupa di promuovere le sue opere negli Stati Uniti.
Nel 1912 espone al Salon des artistes Indépendants e vince il Primo premio al Salone di Bucarest. Nel 1913 partecipa all’Armory Show di New York con 5 sculture. Nel 1914 espone alla Galleria 219 di Alfred Stieglitz, sulla Quinta Strada di New York. Tra il 1914 e il 1918 si dedica alla scultura in legno, realizzando opere di ispirazione primitivista. Nel 1918 scolpisce la prima Colonna senza fine, omaggio all’arte popolare rumena e alle figure totemiche primitive.
Sempre più attratto dalle forme pure, studia l’arte egizia, cicladica e messicana.
A partire dagli anni ‘20 Constantin Brancusi stabilisce stretti contatti con Tristan Tzara, Francis Picabia e Jean Arp non aderendo, però, mai al Dadaismo.
Nel 1924 Brancusi viene invitato alla Biennale di Venezia. Nel 1926 si reca negli USA per presenziare ad alcune sue mostre. Nel 1927 espone al Salon des Tuileries a Parigi. Nel 1936 partecipa alla mostra “Cubism and Abstract Art”, organizzata dal Museum of Modern Art di New York.
Dal 1935 Brancusi lavora ai giardini pubblici della cittadina di Tîrgu Jiu, in Romania. Qui esegue tre grandi sculture in memoria dei caduti della prima guerra mondiale: Colonna senza fine, Porta del bacio, Tavola del silenzio, le opere più importante che Brancusi ha lasciato al proprio paese.
Nel 1937 è in India, per discutere con il Maraja di Indore il progetto di un tempio della meditazione. Ma l’opera non verrà mai realizzata.
Nella seconda metà degli anni ‘30 una sua scultura, “Uccello nello spazio”, è al centro di una nota vicenda giudiziaria, il cosiddetto “Caso Brancusi”. La dogana americana non riconosce il manufatto di Brancusi come “opera d’arte”, non applicando così l’esenzione fiscale che la normativa stabilisce per le opere d’arte in importazione. Dopo vari dibattimenti, nel 1938 la scultura può finalmente entrare negli USA senza il pagamento dei dazi.
Durante la seconda guerra mondiale, Brancusi rimane a Parigi, dove vive e lavora nell’isolamento. Nel 1949 termina la sua ultima scultura, “Grand Coq”.
Nel 1952 ottiene la cittadinanza francese e partecipa alla mostra sull’arte del XX secolo, organizzata dal Musée National d’Art Moderne di Parigi. Nel 1955 espone al Guggenheim Museum di New York.
Constantin Brancusi muore a Parigi nel 1957.


martedì 23 marzo 2010

AKIRA KUROSAWA


Akira Kurosawa è il più grande cineasta giapponese, un autore capace di influenzare, con la sua arte ed il suo eclettismo, il cinema e la sua storia: fu tra i primi registi ad utilizzare sui set cinematografici più macchine da presa, affidando importanza alla tecnica del montaggio, diede spessore alla sceneggiatura, introdusse l’utilizzo del teleobiettivo, rivolse un’attenzione quasi ossessiva allo studio della scenografia.
Akira Kurosawa nacque ad Omori, nella periferia di Tokyo, il 23 marzo 1910. Suo padre Isamu era un discendente di un’antica famiglia di samurai ed insegnava arti marziali all’Accademia Imperiale di Toyoma. Il giovane Kurosawa crebbe dunque alla maniera degli allievi dell’accademia militare: sveglia prima del sorgere del sole, marcia alle prime luci dell’alba, quotidiane lezioni di kendo e preghiere al tempio, lezioni scolastiche e private. Kurosawa fu l’ultimo di sei figli, anche se non ebbe mai la fortuna di conoscere uno dei suoi fratelli, morto prima della sua nascita. Inoltre, una delle sue sorelle morì a causa di una grave malattia quando aveva soltanto 10 anni. Fu proprio uno dei suoi fratelli, Heigo, esperto di letteratura e di professione benshi (commentatore di film muti), a far crescere in lui la passione per queste arti. Assieme all’amico d’infanzia Keinosuke Uekusa, Akira inizia a studiare le opere di William Shakespeare ed i grandi classici della letteratura russa presso la casa del maestro Tachikawa. Nel 1933 arriva il sonoro nel cinema giapponese ed in breve tempo tutti i benshi rimangono disoccupati. Heigo diventa uno dei leader della rivolta benshi, ma deve presto arrendersi e, amareggiato e depresso, si suicidò, proseguendo la scia tragica di morte che segnò la famiglia Kurosawa. Intenzionato ad intraprendere la carriera di pittore, Kurosawa sostenne, all’età di 18 anni, un esame per accedere ad un’importante scuola d’arte, ma non riuscì a superarlo, anche se, nello stesso anno, il suo dipinto “Seibutsu” fu accettato per il Nika Exhibition, una celebre esposizione del Tokyo Metroporitan Art Museum. Akira Kurosawa continua gli studi pittorici ed entra a far parte, assieme ad Uekusa, della “Lega degli artisti proletari”. Nel 1936, l’annuncio su un giornale nel quale si ricercava un assistente alla regia per gli studios Photo Chemical Laboratory segnò la sua entrata ufficiale nel mondo del cinema. Dopo essere stato assistente di Kajiro Yamamoto, di Mikio Naruse e di diversi altri registi, Kurosawa decide di iniziare la carriera di cineasta. Nel 1941, durante le riprese del film “Uma” (“Il cavallo”), conosce e si innamora della protagonista Hideko Takamine. Nel 1943, Akira Kurosawa dirige il suo primo film, “Sugata Sanshiro”. Dopo due anni, sposa l’attrice Yôko Yaguchi, sua compagna per quarant’anni.
La gran parte dei film di Akira Kurosawa fu ambientata nel periodo feudale dell’Impero Giapponese e trassero ispirazione (più o meno libera) dalle opere di Shakespeare (“Ran”, basata sul Re Lear, e “Il trono di sangue”, tratto dal Macbeth). Kurosawa diresse anche molti adattamenti dei classici della letteratura russa (“L’idiota”, basato dal romanzo omonimo di Dostoevskij, “I bassifondi”, tratto dal romanzo omonimo di Gorkij) McBain. I suoi film, considerati essi stessi capolavori, furono di ispirazione ad opere che hanno fatto la storia del cinema: “I sette samurai”, fu in seguito rielaborato nel western “I magnifici sette”, e “La sfida del samurai”, fu ispirazione per il primo “spaghetti-western” di Sergio Leone, intitolato “Per un pugno di dollari”. Infine “La fortezza nascosta” influenzò George Lucas per la creazione della saga di “Star Wars”.
Nel 1948, quando uscì “L’angelo ubriaco” Kurosawa affermò “In questo film ho scoperto me”, ma in realtà fu il pubblico a conoscere l’arte di questo grande maestro che ne consolidò la stima come regista. Seguirono i film “Il duello silenzioso” (1949), “Cane randagio” (1949) e “Scandalo” (1950). Nel 1951 Akira Kurosawa vinse l’Oscar per il miglior film straniero con “Rashomon”, profonda riflessione sulla natura umana e ritratto della soggettività della verità. Vincitore di numerosi premi tra cui il Leone d’Oro al Festival di Venezia, “Rashomon” fu un esempio sublime di regia, sceneggiatura e montaggio. A dispetto del grande successo internazionale ottenuto, il film fu al principio considerato dagli addetti ai lavori troppo sperimentale per poter essere proposto al cinema.
In realtà, malgrado i numerosi successi dei suoi film, Kurosawa passò molti anni bui. In particolare, nel decennio 1965-75, i suoi film ebbero scarso successo ai botteghini, anche se alcuni di questi come, ad esempio “Dodes’ka-Den” (1970), furono poi considerati dei classici del cinema. Sconfortato dalla pessima sorte dei suoi ultimi film, Kurosawa tentò il suicidio tagliandosi i polsi. Riuscì a sopravvivere, e rimessosi al lavoro, realizzo “Dersu-Uzala” (1975), una produzione sovietico-giapponese che ebbe un successo di critica e pubblico tale non solo da ristabilire subito la sua fama, ma da fargli portare a casa il suo secondo Oscar ed altri importanti premi. Dopo un’altra lunga pausa, Kurosawa realizzo “Kagemusha” (1980), ritornando al suo genere di cinema di proporzioni epiche. Prodotto da Francis Ford Coppola e George Lucas, il film ebbe grande fortuna conquistando anche il Leone d’Oro al Festival di Cannes. Gli ultimi film, “Ran” (1985), “Sogni” (1990), “Rapsodia in agosto” (Hachi-gatsu no kyoshikyoku) (1991), “Madadayo - Il compleanno” (1993), furono caratterizzati da uno stile poetico e mite e rappresentarono una riflessione personale sulla sua vita. Nel 1989, come riconoscimento del suo genio, l’Accademy Awards consegnò ad Akira Kurosawa il premio Oscar alla carriera. Morì il 6 settembre 1998 all’età di 88 anni.
Lo stile lineare ma comunque rivolto alla spettacolarizzazione delle gesta epiche dei suoi eroi e la sua capacità trattare con toni leggeri e grotteschi fatti dolorosi e drammatici, furono gli ingredienti del successo di Akira Kurosawa da molti definito l’Imperatore del cinema giapponese.

Filmografia Akira Kurosawa (regista)

1943 - Sugata Sanshiro
1944 - Spirito più elevato (Ichiban utsukushiku)
1945 - Sugata Sanshiro - Parte seconda (Zoku Sugata Sanshiro)
1945 - Quelli che camminavano sulla coda della tigre (Tora no o fumu otokotachi)
1946 - I costruttori di domani (Asu o tsukuru hitobito)
1946 - Non rimpiango la mia giovinezza (Waga seishun ni kuinashi)
1947 - Una meravigliosa domenica (Subarashiki nichiyobi)
1948 - L’angelo ubriaco (Yoidore tenshi)
1949 - Il duello silenzioso (Shizukanaru ketto)
1949 - Cane randagio (Nora Inu)
1950 - Scandalo (Shubun)
1950 - Rashomon
1951 - L’idiota (Hakuchi)
1952 - Vivere (Ikiru)
1954 - I sette samurai (Shichinin no samurai)
1955 - Testimonianza di un essere vivente (Ikimono no kiroku)
1957 - Il trono di sangue (Kumonosu-jo)
1957 - I bassifondi (Donzoko)
1958 - La fortezza nascosta (Kakushi toride no san-akunin)
1960 - I cattivi dormono in pace (Warui yatsu hodo yoku nemuru)
1961 - La sfida del Samurai (Yojimbo)
1962 - Sanjuro (Tsubaki Sanjuro)
1963 - Anatomia di un rapimento (Tengoku to jigoku)
1965 - Barbarossa (Akahige)
1970 - Dodes’ka-den
1975 - Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure (Dersu Uzala)
1980 - Kagemusha - L’ombra del guerriero (Kagemusha)
1985 - Ran
1990 - Sogni (Yume)
1991 - Rapsodia in agosto (Hachi-gatsu no kyoshikyoku)
1993 - Madadayo - Il compleanno (Madadayo)