mercoledì 14 agosto 2013

PEPPA, VACANZE AL SOLE ED ALTRE STORIE

Titolo originale: id.
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 2013
Genere: animazione
Durata: 50m
Regia: Philip Hall, Joris Van Hulzen
Sceneggiatura: Philip Hall, Joris Van Hulzen
Fotografia: Glenn Whiting
Musiche: Julian Nott, Tomas Gisby



Trama
Peppa, vacanze al sole ed altre storie presenta per la prima volta al cinema, dieci episodi della sesta serie, ognuno di 5 minuti per una durata complessiva di 50 minuti. Peppa Pig è una maialina di quattro anni che vive in un piccolo paese britannico con la sua famiglia: la madre, Mamma Pig, il padre, Papà Pig, e il fratellino George di due anni. Poi ci sono Nonno e Nonna Pig e una serie di amici di altre specie animali: Susy Pecora, Rebecca Coniglio, Danny Cane, Pedro Pony, Emily Elefante e così via. La vita della famiglia ricalca la realtà dei bambini e dei genitori: i piccoli vanno all'asilo, fanno gite nel bosco o feste di compleanno, il papà di Peppa cucina per tutti, la mamma lavora da casa e vivono in una società multietnica.


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martedì 2 luglio 2013

CAPITAN HARLOCK 3D

Capitan Harlock streaming ita
Titolo originale: Space Pirate Captain Harlock
Nazione: Giappone
Anno: 2013
Genere: animazione
Durata: 1h55m
Regia: Shinji Aramaki
Sceneggiatura: Harutoshi Fukui, Leiji Matsumoto
Fotografia: Kengo Takeuchi
Musiche: Tetsuya Takahashi



Trama
Capitan Harlock è l'unico uomo rimasto ad opporsi alla corrotta Coalizione Gaia e a cercare di impedire l'estensione del suo dominio all'intero mondo intergalattico. Deciso a vendicarsi contro coloro che hanno fatto del male sia a lui che a tutto il genere umano, il misterioso pirata dello spazio vola nell'universo sulla sua astronave da guerra, l'Arcadia, attaccando e saccheggiando le navi nemiche. Il capo della flotta di Gaia, Ezra, manda suo fratello minore Logan ad infiltrarsi sull'Arcadia per uccidere Harlock.    


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giovedì 14 febbraio 2013

CATTIVISSIMO ME 2

Cattivissimo 2 locandina film

Titolo originale: Despicable Me 2
Nazione: USA
Anno: 2013
Genere: animazione
Durata: 1h38m
Regia: Pierre Coffin, Chris Renaud
Sceneggiatura: Ken Daurio, Cinco Paul
Fotografia: Eric Guillon
Musiche: Heitor Pereira, Pharrell Williams


Trama
Ora che Gru "l'imprenditore" ha lasciato alle spalle una vita fatta di crimini, per crescere Margo, Edith e Agnes, ha molto tempo libero a disposizione insieme al dottor Nefario ed ai Minions. Ma proprio mentre comincia ad adattarsi al suo nuovo ruolo di buon padre di famiglia di periferia, una fantomatica organizzazione, la Lega Anti-Cattivi impegnata su scala mondiale, bussa alla sua porta. Ora, tocca a Gru e alla sua nuova partner, Lucy Wilde scoprire il responsabile di un crimine spettacolare per consegnarlo alla giustizia. Dopo tutto, solo il più grande ex-cattivo del mondo può fermare l'unico malvagio in grado di prendere il suo posto.


mercoledì 6 febbraio 2013

COMIC MOVIE

Comic Movie streaming ita
Titolo originale: Movie 43
Nazione: USA
Anno: 2013
Genere: commedia
Durata: 1h30m
Regia: Elizabeth Banks, Steven Brill, Steve Carr, Rusty Cundieff, James Duffy, Griffin Dunne, Peter Farrelly, James Gunn, Bob Odenkirk, Brett Ratner
Sceneggiatura: vari
Fotografia: Frank G. DeMarco, Steve Gainer, William Rexer, Tim Suhrstedt
Musiche: William Goodrum
Cast: Richard Gere, Uma Thurman, Hugh Jackman, Kate Winslet, Gerard Butler, Naomi Watts, Emma Stone, Elizabeth Banks, Chloë Grace Moretz, Anna Faris, Kristen Bell, Josh Duhamel, Kate Bosworth, Justin Long, Jason Sudeikis, Patrick Warburton, Leslie Bibb, Kieran Culkin, Liev Schreiber

Trama
Comic Movie è un film coralediretto da vari registi, composto da 16 cortometraggi che suddividono il film in episodi.



lunedì 4 febbraio 2013

I PUFFI 2

I Puffi 2 streaming ita
Titolo originale: The Smurfs 2
Nazione: USA
Anno: 2013
Genere: animazione
Durata: 1h45m
Regia: Raja Gosnell
Sceneggiatura: Karey Kirkpatrick, David Ronn, Jay Scherick, J. David Stem, David N. Weiss
Fotografia: Phil Meheux
Cast: Neil Patrick Harris, Christina Ricci, Katy Perry, Jayma Mays, Hank Azaria

Trama
Il malvagio stregone Gargamella crea una coppia di dispettose creature simili ai Puffi, i Monelli, con cui spera di catturare la loro magica "essenza blu". Ma quando scopre che solo un vero puffo può dargli ciò che cerca e che solo un incantesimo segreto conosciuto da Puffetta può trasformare i Monelli in veri puffi, Gargamella rapisce Puffetta e la porta a Parigi, dove è conosciuto e ammirato da milioni di persone come lo stregone migliore del mondo. Toccherà a Grande Puffo, Tontolone, Quattrocchi e Vanitoso tornare nel nostro mondo, incontrare i loro amici Patrick e Grace Winslow e salvarla! E Puffetta, che si è sempre sentita diversa dagli altri puffi, instaurerà un legame speciale con i Monelli, Vexy e Hackus, o si lascerà convincere dai Puffi che il loro amore per lei è Vero Blu?



lunedì 19 gennaio 2009

VALZER CON BASHIR

Locandina del film Valzer con BashirTitolo originale: Waltz with Bashir
Nazione: Francia, Germania, Israele, USA
Anno: 2008
Genere: animazione
Durata: 1h27m
Regia: Ari Folman
Sceneggiatura: Ari Folman
Fotografia: Yoni Goodman, Tomer Hanuka, David Polonsky
Musiche: Max Richter
Doppiatori: Gaetano Varcasia, Massimo Rossi, Franco Mannella, Angelo Maggi, Gianni Bersanetti, Pasquale Anselmo, Stefano De Sando, Paolo Marchese


Trama
Una notte, un vecchio amico racconta al regista Ari Folman un incubo che lo tormenta regolarmente nel quale 26 cani feroci lo inseguono, ogni notte. I due capiscono che c’è un legame tra l’incubo e la loro missione nell’esercito israeliano durante la prima guerra del Libano, all’inizio degli anni ‘80. Ari si accorge di non ricordare nulla di quel periodo della sua vita. Decide allora di rincontrare alcuni vecchi amici e compagni d’armi per scoprire la verità su quel periodo e su se stesso. Mano a mano che Ari va avanti con le ricerche, nella sua memoria cominciano ad emergere immagini oniriche e ricordi sommersi.

Recensione
Protagonista di “Valzer con Bashir” è lo stesso regista Ari Folman che da giovane fu testimone come soldato del massacro di Sabra e Shatila, un’atroce vendetta della falange cristiano-maronita libanese nei confronti dei profughi palestinesi, secondo le autorità colpevoli dell’omicidio dell’eletto presidente Bashir Gemayel, nove giorni prima della sua ufficiale investitura.
Folman intraprende il suo viaggio da un incubo che sembra essere causato da qualcosa di reale accaduto anni addietro, ma del quale non ha alcun ricordo. Inizierà così una ricerca attraverso la quale da un lato cercherà di esorcizzare i fantasmi del passato e dall’altro avrà l’opportunità di commemorare un eccidio del quale l’esercito israeliano si rese complice assistendo senza intervenire. Un continuo intrecciarsi di realtà, ricordi e sogni legati da un filo molto sottile, realizzato attraverso una graphic novel caratterizzata sia di estremo realismo che di surreale incanto.
“Valzer con Bashir” è un film di difficile lettura, per un “pubblico di nicchia”, gravato così com’è dell’ossessiva indagine non delle proprie colpe bensì delle proprie responsabilità, anche se procede scorrevole grazie alla sua regia attenta e ritmata, e le scene di estrema lentezza appaiono appropriate per momenti di riflessione. Interessante è anche la colonna sonora: il film offre musiche che spaziano tra rock, punk e classica e le composizioni originali di Max Richter ricordano i primi Pink Floyd, in particolare nel sogno iniziale del film, accompagnato da una melodia ipnotica che dilata i sensi in un insieme di percezioni che si confondono tra reale ed allucinazione
Il video finale che ripropone le immagini televisive dei momenti dopo il massacro di Sabra e Shatila riconsegna alla realtà i fatti narrati attraverso la tecnica della graphic novel, in modo che chiunque possa davvero rendersi conto che la storia è davvero accaduta.
Al di là delle ottime qualità cinematografiche, “Valzer con Bashir” ha un’importanza sociale, al pari di film come “Schindler’s list”. Nel film di Steven Spielberg erano gli ebrei le vittime di atrocità, mentre in questo di Folman sono i palestinesi, a confermare che in guerra chiunque può essere una vittima o, peggio ancora, siamo tutti vittime. Un film disgraziatamente attuale.

Voto: 76%


sabato 1 novembre 2008

WALL-E

Locandina del film Wall-ETitolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2008
Genere: animazione
Durata: 1h38m
Regia: Andrew Stanton
Sceneggiatura: Andrew Stanton
Disegni: Pixar
Musiche: Thomas Newman
Doppiatori: Stefano Crescentini, Alida Milana, Enzo Avolio, Giorgio Favretto, Alessandro Rossi, Sasha De Toni, Enato Cecchetto, Francesca Guadagno, Alessandra Cassioli


Trama
La Terra è ormai ridotta ad una serie di grattacieli di spazzatura, abbandonata dagli umani che sono salpati su un’enorme navicella spaziale a causa dell’invasione dei loro stessi rifiuti. Wall-E, un piccolo robot da oltre 700 anni è l’unico “essere vivente” del pianeta. Il robottino, rimasto erroneamente acceso, continua a fare da secoli quello per cui è stato fabbricato, ovvero rastrellare e pressare rifiuti in modo tale da consentire il ritorno degli umani. Fino a quando un giorno, dal cielo ricoperto di smog, arriva un’astronave. Da questa spunta Eve, un’elegante ed ipertecnologica robottina programmata per cercare vita sulla Terra. Per Wall-E è amore a prima vista e la inseguirà fin nello spazio, in una romantica avventura intergalattica.

Recensione
“Wall-E”, rappresenta l’ultima fatica della Pixar Animation Studios, dal 2005 ormai parte fondamentale della Walt Disney. Diretto e sceneggiato da Andrew Stanton (in passato già regista per la Pixar con il film “Alla ricerca di Nemo” vincitore del premio Oscar nel 2004 come miglior film d’animazione), “Wall-E” non è soltanto uno dei migliori film realizzati dalla Pixar, ma possiede un insieme di elementi di fantascienza, romanticismo e divertimento che raramente finora si ha avuto modo di vedere in un film di animazione. Le migliori qualità della pellicola si ritrovano paradossalmente nella carenza di dialoghi della prima parte che senza dubbio è pura poesia visiva. Il silenzio nel quale si muove ogni giorno Wall-E, i suoi gesti a prima vista abitudinari, il suo lavoro metodico e monotono nascondono piccoli gesti densi di significato. Oggetti privi di valore, gettati frettolosamente da qualcuno della spazzatura, diventano per Wall-E qualcosa da conservare gelosamente. Una videocassetta di “Hello Dolly” (film di Gene Kelly), rappresenta per Wall-E un momento divertente ed entusiasmante la sera prima di andare a dormire. Quando dal cielo spunta Eve, la gioia della novità, mista al terrore dell’ignoto traspaiono con una umanità straordinaria. Wall-E ed Eve rappresentano due generazioni diverse: il primo sembra un mix tra il robot Numero 5 del film “Corto circuito” ed il celebre piccolo alieno E.T., obsoleto ma caldo ed appassionato ed Eve, tecnologicamente molto più avanzata, dotata di funzioni straordinari, appare però del tutto fredda. I grafici della Pixar sono riusciti a rendere reali una serie di espressioni degli occhioni di Wall-E, due lenti capaci di regalare espressività con dettagli tali da renderlo quasi umano. Wall-E è una piccola scatoletta di metallo capace di trasmettere svariate emozioni: l’amarezza della sua solitudine, la simpatia della sua goffaggine, la paura dell’ignoto ed il romanticismo dei piccoli gesti. Eve, all’inizio diffidente ed un po’ altezzosa, col tempo inizia ad apprezzare gli sforzi di Wall-E e sembra sciogliersi anche lei sentimentalmente.
Le diverse citazioni (“2001: Odissea nello spazio”, “Corto circuito”, “Tron”, “Blade Runner”, “L’ultimo uomo sulla Terra”, “Star wars”, “Alien”) sono metabolizzate con idee intelligenti ed originali. La colonna sonora di Thomas Newman e le straordinarie scenografie di Ralph Eggleston legittimano la bellezza che impregna ogni fotogramma del film. Andrew Stanton non si preoccupa però soltanto della forma, approfondisce infatti tematiche molto attuali: una dura critica al consumismo ed alla schiavitù moderna nei confronti della tecnologia. Gli umani nel film non sono che lo specchio della nostra società. Esibiamo centinaia di amici su Facebook che se incontrano per strada neanche salutiamo oppure abbiamo un’infinità di contatti su Live Messenger con i quali ogni giorno chattiamo senza mai avere la voglia (o il tempo) di incontrare dal vivo. E seppur prodotto nella lontana America, il film è attuale anche per noi italiani, sommersi dalla nostra stessa spazzatura. Lo squallore della Terra in cui si trova Wall-E è un duro monito su un possibile futuro che ci attende dietro l’angolo.
“Wall-E” fa comprendere come spesso non venga notata la meraviglia delle cose che ci circondano e che ad occhi spesso distratti risultano banali. Restituendo il giusto valore a quella cose, potrebbero regalandoci gioie immense ed inaspettate.
Emozionante, ironico, commovente, visionario, esilarante, dolce, innovativo, poetico, meraviglioso, “Wall-E” non è soltanto un cartone animato, ma è una favola sull’amore, sulla speranza e sulla voglia di vivere. Forse un po’ difficile da comprendere per i bambini, (anche se nella seconda parte, meno lenta, potrà divertirli sicuramente) rappresenta un avvertimento per gli adulti, un “film” che smuove (o dovrebbe smuovere) la sensibilità umana troppo spesso disattenta alle piccole (splendide) cose, poco impegnata nella salvaguardia del pianeta e col cuore a volte ricoperto di polvere. Una magia per gli occhi, una medicina per l’anima.

Voto: 90%


mercoledì 26 marzo 2008

PERSEPOLIS

Locandina del film PersepolisTitolo originale: id.
Nazione: Francia
Anno: 2007
Genere: animazione
Durata: 1h35m
Regia: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Sceneggiatura: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Musiche: Olivier Bernet
Disegni: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Doppiatori: Paola Cortellesi, Licia Maglietta, Sergio Castellitto, Angelica Bolognesi, Miranda Bonansea, Angelo Maggi



Trama

Marjane è ancora una bimba quando nel suo paese, l’Iran, scoppia la Rivoluzione Islamica. Educata da genitori molto moderni e molto legata ad una nonna femminista ed indipendente, si adatta in malo modo alle regole imposte dal nuovo regime tanto che quando compie 14 anni i suoi genitori la mandano a studiare in Austria per proteggerla. Vienna diventa presto il suo nuovo contesto di vita, una vita del tutto diversa e neanche troppo felice. Marjane non si adatta bene e dopo una relazione amorosa finita male decide di ritornare in patria, ritrovando una situazione del tutto diversa da quella che aveva lasciata solo pochi anni prima. E tutto diventa sempre più amaro nel vedere la terribile situazione in cui sta precipitando il suo paese.

Recensione
Marjane Satrapi è disegnatrice iraniana che tra il 2000 e il 2003 ha pubblicato quattro libri a fumetti dal titolo “Persepolis”, nei quali ha narrato la sua infanzia ed adolescenza a Teheran durante la Rivoluzione Islamica e la guerra tra Iran ed Iraq. Da qui la scelta di un film di animazione è stata immediata mantenendo così uno stretto legame con i fumetti dai quali è tratto. “Persepolis” è un trionfo di semplicità. Semplice è infatti l’animazione ed assai semplici sono anche i disegni quasi sempre in bianco e nero. La storia è di fatto dura e triste, trattando tematiche come la guerra, la condizione della donna nel paese sottomesso dal regime, l’emarginazione, gli amori, la solitudine, gli affetti familiari, ma è raccontata con humour ed ironia. Un’ironia spontanea che riesce ad intrecciarsi alle tristi vicende familiari e del paese. Un’ottima sceneggiatura che fa sfoggio di dialoghi intelligenti e di alto spessore storico e politico. Un film originale, ingegnoso, raffinato, piacevole, ma soprattutto emozionante. C’è la storia di un paese in ginocchio, ma anche i problemi di una ragazza che non riesce ad accettare i vincoli imposti, che cerca la ribellione attraverso la musica punk ed heavy metal.
“Persepolis” è un opera coraggiosa e sentita che mostra un paese fatto non solo di contadini di paesi sperduti, ma di gente che ama la cultura e che desidera una vita serena, dignitosa e libera da qualunque imposizione, giusta o sbagliata che sia da parte di un potere che ha comunque sempre avuto un largo seguito popolare. Peccato sia uscita nello stesso anno di Ratatouille, perché “Persepolis” era meritevole di un Oscar. Attenzione, non è un film adatto ai bambini.

Voto: 79%


venerdì 1 febbraio 2008

RATATOUILLE

Locandina del film RatatouilleTitolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: animazione
Durata: 1h50m
Regia: Brad Bird
Sceneggiatura: Brad Bird
Fotografia: Robert Anderson, Sharon Calahan
Musiche: Michael Giacchino
Disegni: Pixar
Doppiatori: Pino Insegno, Nanni Baldini, Riccardo Peroni, Massimiliano Alto, Pietro Biondi


Trama

Remy è un topo che ha un sogno piuttosto improbabile per la sua natura: diventare cuoco in un importante ristorante francese. Dotato di un olfatto sopraffino ed un gusto raffinato, si trova spesso in conflitto con la sua famiglia e con la sua colonia, in quanto non si accontenta come gli altri di nutrirsi dei resti trovati nell’immondizia. A causa di una sua maldestra avventura nella casa di una anziana signora dove la colonia abitava clandestinamente, è costretto a fuggire. Il destino lo farà ritrovare a Parigi, proprio nelle vicinanze del ristorante di Auguste Gusteau, il celebre cuoco francese suo idolo, appena morto di crepacuore a causa di una pessima recensione dello spietato critico gastronomico Anton Ego. Il suo sogno, per assurdo, potrebbe finalmente trasformarsi in realtà.

Recensione
Ogni nuova uscita della Pixar non fa che avvalorare gli ottimi giudizi sulle eccellenti capacità grafiche dello studio di animazione californiano. Nel caso di “Ratatouille” però si assiste ad una qualità dei contenuti mai vista nelle precedenti pellicole, se non in qualche rara breve circostanza. Non c’è la mediocre parodia di famosi film o la caricatura forzata dei personaggi, né tanto meno la ricerca ossessiva della risata a tutti i costi con il conseguente risultato di apparire talmente banale da soddisfare solo il pubblico più ingenuo. Mancano le sdolcinerie dei rapporti umani in cui spesso rimangono insabbiati i cartoni animati classici, tutto è trattato nel modo più credibile possibile pur presentando le situazioni surreali tipiche di un film di animazione. Originale, ad esempio, la scena in cui dal punto di vista “topesco” si sentono i discorsi tra i ratti mentre, sempre nella scena, gli umani presenti odono solo lo squittire. I personaggi sono tratteggiati con cura: Remy è dolce e simpatico, ma rimane pur sempre il ratto che si aggira in cucina e dunque un essere schifoso da eliminare; il giovane ed imbranato Linguini comprenderà a sue spese che riuscire nella vita non è semplice, seppur animato da tanta buona volontà; Colette, lunatica ed scontrosa a causa della sua condizione di donna in un ambiente, che ad alti livelli, è quasi prettamente maschilista, dovrà farsi forza per mantenere quello che ha duramente conquistato; Skinner, il cuoco responsabile del ristorante, è dipinto come il classico cattivo, dispotico ed arrogante, sempre pronto alla vendetta. Ma straordinario è il personaggio spietato e macabro di Anton Ego soprattutto nella scena della sua madeleine proustiana: il momento della rinascita, della coscienza, della reale percezione del presente rivivendo il suo passato che, mai perduto, riappare all’istante, reso libero dalla sensazione che il sapore è in grado di suscitargli.
La sceneggiatura è sviluppata in maniera profonda e meditata, pur risultando gradevole e leggera. In “Ratatouille” vengono trattati svariati temi sociali senza scadere nel patetico: la frase del cuoco Auguste Gusteau, “Tutti possono cucinare”, altro non è che una riproposizione del sogno americano quasi sempre presente nelle pellicole della Disney e risulta più marcato in questo caso, forse per riconquistare i buoni rapporti tra Francia e USA, dato che “Ratatouille” esce nel periodo in cui i due paesi hanno perso un po’ di feeling a causa delle vicende irachene; la questione dell’integrazione razziale che non si mostra solo nel disprezzo proprio dell’uomo nei confronti del diverso, ma anche per l’immagine positiva dell’equipe multietnico che lavora nella cucina del ristorante; il ruolo etico che deve essere svolto dalla critica, espresso nelle parole dell’autocritica di Ego; la denuncia del maschilismo dell’ambiente culinario; il rispetto dei legami familiari; il valore della cucina d’elite in un mondo ormai inondato di fast food; la lealtà nei confronti dell’amicizia.
L’incantevole lavoro di grafica della Pixar mette in scena in “Ratatouille” il mito di Parigi, la capitale francese che seppur nella sua modernità viene dipinta nella sua atmosfera romantica in particolar modo nelle splendide immagini notturne dello skyline della città.
Un lavoro eccellente e molto accurato, tanto è vero che l’intera troupe del film si è trasferita per lungo tempo nelle cucine del ristorante californiano French Laundry imparando il ritmo ed i movimenti frenetici di camerieri, cuochi ed assistenti vari e prendendo lezioni di cucina durante le quali hanno avuto modo di comprendere le modalità di esecuzione delle diverse pietanze. Questo ha permesso di realizzare un film pregevole sia sotto l’aspetto tecnico che dei contenuti, che diverte senza scadere nella risata sciocca, che fa riflettere senza risultare pesante e noiosa. Una fiaba fantastica ed, a suo modo, reale.

Voto: 82%


lunedì 24 settembre 2007

I SIMPSON - IL FILM

Titolo originale: The Simpsons movie
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: animazione
Durata: 1h27m
Regia: David Silverman
Sceneggiatura: Matt Groening, James L. Brooks, Al Jean, Mike Scully, Ian Maxtone-Graham, George Meyer, David Mirkin, Mike Reiss, Matt Selman, John Swartzwelder, John Vitti
Musiche: Hans Zimmer
Doppiatori: Tonino Accolla, Liù Bosisio, Ilaria Stagni, Monica Ward, Francesco Prando, Omero Antonutti, Sonia Scotti, Mario Milita, Davide Lepore, Sandro Iovino, Vittorio Amandola


Trama
Durante un’omelia in chiesa, nonno Simpson ha una oscuro presagio borbottando, tra le altre, le angoscianti parole: “Terribile sciagura”. Springfield è avvisata. Tale presagio diviene realtà quando Homer, per salvarlo da morte certa, adotta un maialino (chiamato prima “Spider-Pork” e successivamente “Harry Plopper”) come animale domestico. Quando Homer decide di liberarsi del silos contenente gli escrementi del maialino ed invece di consegnarlo, sotto consiglio di Margie, alla discarica comunale, decide di disfarsene buttandolo nel vicino lago, inquinandolo oltre la soglia massima consentita. Di conseguenza l’Ente per la Protezione Ambientale (EPA) convince il presidente degli Stati Uniti d’America, Arnold Schwaezenegger ad isolare sotto una campana di vetro per sempre la città di Springfield, condannandola ad una fine incombente. Homer, scoperta la sua colpa, viene braccato dai suoi concittadini, ma riesce a fuggire dalla città. Da qui Homer incomincia un’ impresa di riscatto, cercando di assicurarsi il perdono da Marge, ricongiungere la sua famiglia divisa per le sue malefatte e salvare la città.

Recensione
Dopo 18 anni, oltre 400 puntate, i Simpson, personaggi della serie televisiva animata più famosa del ventesimo secolo, approdano a cinema con il film “I Simpson - Il film”. L’utilizzo del formato panoramico 2.35:1 rispetto al classico 4:3 televisivo rappresenta la novità più evidente. Non si tratta, infatti, dei classici episodi buttati lì sul grande schermo, ma di una vera pellicola cinematografica. Una sfida non semplice attendeva gli storici sceneggiatori, in prima fila Matt Groening, ideatore della serie, riuscire a diluire una storia classica di circa 25 minuti nei più lunghi tempi cinematografici. Il risultato è, per fortuna, una storia che riesce a coinvolgere anche chi non conosce bene le storie dei Simpson (esiste qualcuno che non li conosce?).
“I Simpson - Il film” è pieno di citazioni, dialoghi e situazioni esilaranti mantengono lo spirito della serie e la linearità della storia consente di raggiungere l’obiettivo preposto: divertire (e chiaramente raccogliere al botteghino).
Tutto riuscito? Beh, non del tutto. Ci sono alcuni aspetti che deludono in po’. I personaggi perdono alcune delle loro classiche caratteristiche. Ritroviamo Bart poco maligno e ribelle, alla ricerca di una figura paterna. Homer è poco pigro ed inetto, arrivando a diventare un eroe, non per caso. La famiglia è troppo protagonista e alcuni cittadini vengono utilizzati forzatamente in scene poco attinenti. Insomma un film che risulta gradevole e spassoso, ma che soffre dell’esigenza di farlo piacere anche a coloro che non si ritengono veri fans della famiglia gialla.
Fantastica sicuramente la scena di “Spider-Pork”, diventata un video cult su internet, imitato anche da tantissimi videoamatori.

Voto: 62%